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di Rocco Enzo Castracane

Mick Ronson – L’ àncora di David Bowie

Il chitarrista di cui parlo stavolta è Mick (Michael) Ronson detto Ronno, nato il 26 maggio 1946 a Hull., morto prematuramente nel 1993 a 46 anni per una neoplasia al fegato. 

Primo figlio di George e Minnie Ronson (con due fratelli più piccoli, Maggi e David), Mick ricevette in regalo una fisarmonica da un vicino quando aveva tre anni, in seguito prese lezioni di piano e suonò il flauto dolce a scuola e l’armonium nella chiesa di famiglia. Voleva imparare il violoncello e frequentava lezioni di violino in preparazione, ma rinunciò dopo tre anni. Hull era una città difficile e portare con sé la custodia di un violino rendeva Mick un facile bersaglio per i bulli. Non suonò nessuno strumento per altri tre anni, ma le sue basi musicali avevano messo radici.

In una serie di articoli sui chitarristi più sottovalutati della storia del Rock, Ronno dovrebbe occupare il primo posto, perché il suo talento musicale era pari solo alla sua umiltà e senso dell’umorismo, riconosciuto da tutti quelli che lo hanno conosciuto.

Memoriale in ricordo di Mick Ronson presso l'East Park di Hull

Mick è stato magazziniere, meccanico d’auto e giardiniere municipale, ma da ragazzo sapeva suonare la chitarra (e il pianoforte, il flauto dolce, il violino, il basso e la batteria); è diventato il re indiscusso dei chitarristi glam rock, arrangiatore e produttore prolifico in innumerevoli sessioni da David Bowie a Lou Reed, a John Mellencamp a Morrissey. È stato in tournée con Bob Dylan ed è stato per tutta la vita sideman della leggenda dei Mott The Hoople di Ian Hunter. Era il leader della band degli Spiders From Mars di Bowie e ha prodotto e suonato con dozzine di altri artisti, spesso più per piacere che per auto-acclamazione o ricompensa finanziaria. Era considerato il miglior chitarrista britannico emerso dai tempi di Clapton e Beck (il sottoscritto lo ritiene anche superiore, non fosse altro per la sua capacità da polistrumentista e arrangiatore).

Prima di Bowie, Ronson aveva suonato in diverse band locali di Hull, inclusa la sua prima band The Mariners (all’età di 17 anni), The King Bees, The Cresters, Voice, Wanted e infine The Rats (che apparvero in TV in “Thank Your Lucky Stars“) e fece un tour in Francia. Tuttavia, nessuno di questi gruppi ebbe successo e, scoraggiato, tornò a Hull dove lavorò come giardiniere municipale.

Nel 1969 fece il suo debutto discografico alla chitarra dietro al cantante folk britannico Michael Chapman nel suo album “Fully Qualified Survivor” (1969). Ronson fu presentato a Bowie e all’ingegnere del suono e produttore Tony Visconti dal batterista di Bowie John Cambridge. Suonò per la prima volta con David Bowie per un “Sunday Show” radiofonico della BBC di John Peel e poi dal vivo al Roundhouse, Londra, il 22 febbraio 1970. Il suo primo album con Bowie fu The Man Who Sold The World (1970)

 Tony Visconti così si esprime riguardo al talento di Mick: “Ci ha semplicemente messo a tacere. Quando David e io lo abbiamo incontrato sapevamo che si sarebbe adattato dal punto di vista estetico, ma non avevamo idea di che cosa sarebbe successo finché non ha preso la sua Les Paul e ha suonato per noi. Non c’era davvero bisogno che gli insegnassero le poche canzoni su cui avevamo già lavorato con John Cambridge. Mick osservava le nostre mani sui manici della chitarra e del basso e sapeva esattamente cosa suonare. È stato una benedizione. Ma non ha detto molto. Pensavamo che fosse semplicemente un tipo simpatico e silenzioso. Più tardi abbiamo scoperto che il nostro appartamento a Beckenham era stato davvero un grande momento per lui ed era semplicemente sopraffatto. Ricordo che andavamo tutti al pub e lui si ubriacò dopo mezza pinta di shandy. Ben presto si sentì a suo agio nel suo nuovo ambiente, e una volta che lui e John Cambridge iniziarono a scherzare in un semi-intelligibile Hull-ese, il suo senso dell’umorismo emerse ed era spesso crudele. Una volta si riferì a Bowie chiamandolo Norman Wisdom” Tratto da A proposito di Mick | Maggi Ronson).

Mai attaccato ai soldi, non riceveva in regalo chitarre in forma di sponsorizzazione (con grande sorpresa e scandalo dei Guns’n Roses che glielo avevano chiesto durante le prove del concerto per Fredy Mercury del 1992, ultima apparizione dal vivo di Mick), non risultano crediti a suo nome per le canzoni a cui ha collaborato e alla sua morte possedeva una vecchia Toyota Corolla che, nelle parole di sua sorella Maggi, faceva il rumore di un asciugacapelli.

Dal punto di vista strettamente musicale Mick ha ammesso, come ricorda lo stesso Visconti, di aver preso anni di lezioni di violino e pianoforte, quest’ultimo lo suonava davvero bene. Dopo aver visto scrivere a Visconti alcune parti per un tastierista nelle sessioni di The Man Who Sold The World, ha scritto una mini-partitura per quattro flauti dolci che si possono ascoltare in una pausa su All The Madmen; la sua abilità è cresciuta a tal punto che ha scritto parti di archi per l’album Hunky Dory.

Secondo lo scomparso fotografo Mick Rock, noto come il fotografo che ha ritratto gli anni Settanta: “Ronno era l’àncora di Ziggy (Bowie). La sua chitarra ha dato alla musica il suo tocco rock’n’roll. Nella performance ha interpretato il perfetto e robusto contrasto con l’ambigua personalità di David. Ha anche realizzato tutti gli arrangiamenti dal vivo e in studio. È impossibile immaginare la magica ascesa di Ziggy senza di lui.

Non tutti sono a conoscenza del legame di Ronno con il nostro paese. Dopo l’annuncio del pensionamento del progetto Ziggy Stardust, David e sua moglie Angie, Mick e Susan Ronson vennero in Italia per una vacanza. Mick e Susan si innamorarono del nostro paese immediatamente. Durante quel soggiorno Ronno iniziò a pianificare il suo primo album da solista cominciando a scrivere mentre soggiornava in una villa a Roma. La sera suonava musica italiana: Lucio Battisti e Claudio Baglioni erano i suoi preferiti e reinterpretò una canzone di ognuno di loro [Music is Lethal e The Empty Bed] nei suoi due album RCA (video disponibili su YouTube).

Foto di Mick Rock

Per concludere Mick Ronson è noto per il suo stile chitarristico distintivo e innovativo. La sua abilità tecnica è stata affiancata da una creatività straordinaria: in particolare:

Riffs Iconici: con la sua maestria nell’ideare riff di chitarra memorabili e coinvolgenti. Brani come “Suffragette City” e “Rebel Rebel” di David Bowie sono esempi perfetti del suo talento nel creare hook chitarristici che diventano parte integrante della canzone;

Tonalità Potenti: Il suono della chitarra di Ronson era notevole per la sua potenza e la sua chiarezza. Riusciva a ottenere una gamma di suoni, dal distorto all’etereo, che contribuivano a definire la struttura sonora delle canzoni in cui suonava;

Versatilità Stilistica: Ronson era in grado di spaziare da stili musicali diversi, passando dal rock al glam, dal blues al soul. Questa versatilità lo rendeva adatto a collaborare con una varietà di artisti.

Per finire vi invito alla visione il video in fondo a questo articolo in cui David Bowie Mick Ronson e gli Spiders from Mars eseguono quella che a mio avviso resta la migliore versione del brano Moonage Daydream (traccia numero 3 dell’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars), fate caso all’atteggiamento e alla passione che ci mette Mick Ronson e chiedetevi chi ruba la scena a chi (io una risposta ce l’ho). Per inciso in quel live all’Hammersmith Odeon del 1973 David Bowie, che aveva invitato sul palco uno degli idoli di Ronson, Jeff Beck, al termine del concerto annunciò il suo ritiro dal progetto Spider of Mars lasciando un Mick incredulo ed amareggiato.

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