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Organizzazione a cura della Segretariato regionale del Ministero della Cultura per il Veneto con la Direzione regionale Musei Veneto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e l’Istituto Italiano di Tecnologia

Ritorni in Laguna permette al pubblico l’incontro con alcune vicende di recupero e restituzione di beni culturali, al fine di sottolineare la virtuosa collaborazione tra il Comando Carabinieri TPC e i vari istituti del Ministero della Cultura che si adoperano per identificare, salvaguardare e valorizzare le opere sottratte al Patrimonio, in particolare nel territorio della città metropolitana di Venezia.

L’esposizione illustrerà diverse casistiche di reato – dalla falsificazione all’esportazione illecita, dagli scavi clandestini alle frodi – valorizzando il lavoro di recupero, restituzione e protezione portato avanti nel corso degli ultimi anni dal Nucleo Carabinieri TPC di Venezia. Sarà inoltre occasione per conoscere i procedimenti di tutela che gli istituti del MiC mettono in atto in sinergia col Nucleo stesso, fino alla valorizzazione dei beni nei contesti di provenienza o all’interno dei musei di appartenenza statale.

La mostra espone dunque un insieme diversificato di oggetti, da reperti archeologici di varie epoche e provenienze a opere pittoriche di età moderna, attribuite ad artisti di primaria importanza come, tra gli altri, Giandomenico Tiepolo. Ai pezzi originali sono affiancati una serie di falsi, in un allestimento che stimola il confronto e la curiosità dei visitatori, invitando a osservare quanto mostrato immedesimandosi con le figure professionali che ne hanno permesso il recupero, ritrovando così, come il titolo della mostra vuole esprimere, il legame con testimonianze millenarie del nostro patrimonio culturale.

La presente esposizione, con oltre 15 opere che spaziano dal settore archeologico a quello storico- artistico e che forniscono anche un’occasione di approfondimento del fenomeno della falsificazione nel settore dei beni culturali, presenta almeno due chiavi di lettura, entrambe di immediata rilevanza.

La prima è volta a dare adeguato riconoscimento all’attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nella sua funzione di contrasto nello specifico ambito dei beni culturali illecitamente sottratti. Come dimostrato da vari e recenti fatti di cronaca, si tratta di funzioni particolarmente rilevanti al fine di fronteggiare l’allarmante fenomeno della depauperazione del patrimonio nazionale in relazione alla cui tutela il Comando Generale dell’Arma ha da sempre manifestato grande attenzione. A tal riguardo non si può dimenticare il fatto che l’Italia è stato il primo paese al mondo a dotarsi di un organismo di polizia dedicato al contrasto dei reati relativi al patrimonio culturale.

La seconda attiene al favore con il quale le articolazioni territoriali del Ministero della Cultura hanno accolto tale iniziativa, agendo in collaborazione, a diversi livelli, al fine di rendere efficace e visibile l’evento espositivo. In particolare, la Direzione regionale Musei Veneto, la quale coordina e dirige i luoghi della cultura statali non dotati di autonomia speciale situati nel territorio della Regione Veneto, si è assunta compiti di supporto logistico e operativo, mettendo altresì a disposizione, assieme alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, le opere esposte, frutto dell’attività di recupero da parte del Nucleo Carabinieri TPC di Venezia. Il Segretariato regionale per il Veneto, di contro, ha coordinato e supportato le necessarie procedure amministrative, definendo le modalità di svolgimento dell’attività di tutti gli enti coinvolti.

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