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PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LE CELEBRATE NOZZE DI FIGARO DI MOZART FIRMATE DA CLAUS GUTH

 

All’Opera di Roma dal 15 settembre, con Emmanuel Tjeknavorian sul podio e un cast capitanato da Germán Olvera, Roberta Mantegna, Martina Russomanno, Erwin Schrott ed Elmina Hasan

 

 La prima in diretta su Radio3

 

 

ph Javier Del Real, Teatro Real di Madrid 2022

«Per me, la cosa meravigliosa di quest’opera è l’enorme libertà, quasi selvaggia, dell’immaginazione di Mozart e la sua capacità di prendere continuamente direzioni imprevedibili. Le nozze di Figaro mette in scena tutte le possibili emozioni umane. Parla dell’essere umano che pensa una cosa e poi ne fa un’altra. È quindi un’opera sul contrasto tra la mente razionale e il comportamento irrazionale». Così racconta le “sue” Nozze di Figaro Claus Guth. Il celebre allestimento del regista tedesco compie vent’anni e arriva per la prima volta in Italia al Teatro dell’Opera di Roma da martedì 15 settembre per un totale di otto recite, fino al 23 settembre, cui si aggiunge l’anteprima per i giovani di domenica 13 settembre. La prima in diretta su Radio3. Creata nel 2006 in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, la produzione è stata ripresa a Salisburgo nel 2007, nel 2009 e nel 2011. Nel 2016 è stata acquisita dalla Canadian Opera Company, che l’ha presentata per la prima volta a Toronto nello stesso anno. Nel 2022 è stata quindi ospitata dal Teatro Real di Madrid, per tornare a Toronto nel 2023 e arrivare oggi al suo debutto italiano al Costanzi. Guth – che torna a Roma dopo il successo della Jenůfa del 2024produzione già vincitrice a Londra di un Olivier Award – propone una lettura profondamente psicologica del capolavoro mozartiano, spostando il baricentro dalla tradizionale dimensione di commedia degli equivoci all’indagine dei rapporti umani e delle dinamiche di coppia. Ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt – l’androne di una dimora borghese dominato da un’imponente scalinata – la vicenda si sviluppa come un intenso dramma da camera, in cui desideri, frustrazioni e tensioni emotive emergono con forza. Schmidt firma anche i costumi,  le luci sono curate da Olaf Winter, i movimenti coreografici da Ramses Sigl, i video da Andi A. Müller, mentre la drammaturgia è di Ronny Dietrich«Le scalinate che mutano verso e direzione danno l’idea di un labirinto attraverso cui correre per perdersi e ritrovarsi – prosegue Guth – Labirintico è, appunto, l’intrico di vite ed emozioni raccontate dalla musica, comandate dall’eros che fa perdere l’orientamento in un posto in cui apparentemente non sembrerebbe tanto complicato muoversi».

ph Javier Del Real, Teatro Real di Madrid 2022

A dirigere Le nozze di Figaro, scritte tra il 1785 e il 1786 su libretto di Lorenzo Da Ponte, è chiamato Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore e al suo debutto al Teatro CostanziCon queste parole spiega il suo approccio all’opera: «Ciò che più mi affascina nelle Nozze di Figaro è la straordinaria tensione tra precisione e libertà: la partitura di Mozart è quasi architettonica nella sua perfezione, eppure, all’interno di questa architettura, i suoi personaggi sembrano respirare, perdonare e reinventarsi in tempo reale. Il nostro lavoro è stato quello di affidarci completamente a questa precisione: non imporre un’emozione alla musica, ma lasciare che dalla partitura stessa emerga lo stupefacente teatro umano di Mozart, con tutta la sua tenerezza, la sua crudeltà, la sua arguzia e, in ultima analisi, la sua generosità». Nato a Vienna nel 1995 in una famiglia di musicisti di origine armena, Tjeknavorian ha costruito una carriera che unisce l’attività di violinista a quella di direttore d’orchestra. Dal settembre 2024 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

ph Javier Del Real, Teatro Real di Madrid 2022

Sul palco sono impegnati Germán Olvera, che si alterna con Vito Priante (16,18, 20, 23) nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna, in alternanza con Federica Guida (16,18, 20, 23) come Contessa; Martina Russomanno, che si avvicenda con Benedetta Torre (16,18, 20, 23) nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini (16,18, 20, 23) interpretano Figaro; Elmina Hasan e Cecilia Molinari (16,18, 20, 23) vestono invece i panni di Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Curzio), Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo (provenienti dal progetto “Fabbrica” dell’Opera di Roma, impegnati rispettivamente nelle parti di Barbarina e Antonio). Il Coro della Fondazione capitolina è diretto da Ciro Visco.

 

Tra le invenzioni più originali della regia di Claus Guth – vincitore agli OPER! Awards nel 2023, dell’International Opera Awards nel 2025 e del Musiktheaterpreis del 2026 – vi è Cherubim, il doppio muto di Cherubino che attraversa la vicenda come personificazione del desiderio, dell’attrazione e delle pulsioni inconsce che animano i protagonisti. A interpretarlo è stato, fin dalla prima rappresentazione della produzione a Salisburgo nel 2006, Uli Kirsch, attore, danzatore e acrobata, all’epoca ventottenne. Da allora Kirsch ha continuato a vestire i panni di Cherubim in tutte le principali riprese internazionali dell’allestimento, e sarà impegnato anche sul palcoscenico dell’Opera di Roma.

Claus Guth, ph Monika Ritterhaus
Emmanuel Tjeknavorian, ph Lukas Beck

Anteprima giovani: domenica 13 settembre ore 16.30

Prima rappresentazione: martedì 15 settembre ore 19.00 e in diretta su Radio3

Repliche: mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18 ore 19.00, sabato 19 ore 18.00, domenica 20 ore 16.30, martedì 22, mercoledì 23 ore 19.00

 

Infowww.operaroma.it
Biglietti: online  https://www.operaroma.it/spettacoli/le-nozze-di-figaro-2/ e presso il botteghino del teatro negli orari di apertura

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