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di Rocco Castracane e Giuseppe Cocchia

Reperti restitutiti

Il 5 giugno 2023 a Roma presso la sede del Reparto Operativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha ospitato la cerimonia di restituzione di 14 opere d’arte rubate o trafugate dall’Italia, alla quale hanno partecipato l’Ambasciatore tedesco in Italia, S.E. Viktor Elbling, e il Generale Vincenzo Molinese, Comandante dei Carabinieri TPC. Il risultato è frutto della collaborazione tra i Carabinieri TPC e la Polizia Criminale del Lander Bavarese (BLKA) di Monaco di Baviera, in Germania. Hanno preso parte all’evento anche il Vice Comandante del BLKA, il Dott. Guido Limmer, il Commissario Capo Christian Klein e l’Ispettrice Barbara Sperr, esperti nella sezione opere d’arte del BLKA. Tra gli altri ospiti, c’erano rappresentanti del Ministero Federale per la Cultura e Media di Berlino, tra cui la Dott.ssa Florentine Kutscher, e il Consigliere diplomatico del Ministro della cultura, il Consigliere Clemente Contestabile. Inoltre, erano presenti la Dott.ssa Julia Külb, Esperto Nazionale per la Germania a Eurojust, e il Dott. Aldo Ingangi, Magistrato e Assistente al Membro Nazionale Italiano a Eurojust.

Durante la cerimonia di restituzione dei beni culturali, sono stati esposti i seguenti reperti restituiti all’Italia:

 

In basso a sinistra: una kylix attica a figure nere, attribuita al “Gruppo dei piccoli maestri”, risalente al 540-530 a.C. individuata nel 2019 a Monaco di Baviera, in Germania, dove era in vendita all’asta. Era oggetto di diniego all’uscita dal territorio italiano ed è stata esportata clandestinamente da un pregiudicato canadese.

In basso a destra: un elmo corinzio in bronzo del IV secolo a.C.,  Bloccato nel 2020 insieme a 3 monete romane in bronzo (epoca da 68 a.C. – III sec. A.C.) e un antefissa tarantina (vedi sotto) a Monaco di Baviera grazie alle attività tecniche svolte dai Carabinieri della Sezione Archeologia iniziate in Italia e proseguite in Austria e Germania con la collaborazione del BLKA. Questi beni erano il risultato di attività di scavo clandestino in Puglia ed erano stati esportati illecitamente. Il tribunale di Taranto aveva avanzato una rivendicazione penale su questi reperti.

Scrigno in avorio e legno
Olla

In alto a sinistra: uno scrigno in avorio e legno della bottega degli “Embriachi” individuato a Monaco di Baviera nel 2020 dove era in vendita presso una nota casa d’aste. Era stato rubato tra il 10 e il 18 ottobre 2006 dal Museo di Arte Antica della Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano.

In alto a destra: un’olla peuceta biansata del VII-VI secolo a.C.

In basso:  un skyphos apulo in stile di Gnathia del IV secolo a.C. e una coppa apula biansata in stile Gnathia dello stesso periodo. Questi reperti sono stati individuati nel 2022 sul sito web di una nota casa d’aste di Monaco di Baviera. Erano oggetto di un provvedimento di confisca emesso nel 2008 dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale Ordinario di Roma, in relazione a un altro procedimento penale.

A destra dall’alto:

Una moneta in oro, un solido di Valentiniano II della zecca di Mediolanum, risalente al periodo tra il 378 e il 383 d.C., individuata in Svizzera nel 2017 dal personale del Nucleo TPC di Bologna ed era parziale provento del furto avvenuto nel 2009 presso il Museo archeologico nazionale di Parma. È stata successivamente restituita in seguito a una rogatoria internazionale e a una rivendicazione amministrativa avanzata nel 2022 dal Ministero della Cultura italiano.

Due monete in oro, solidi di Valentiniano II della zecca di Treviri, risalenti al periodo tra il 367 e il 375 d.C., e un solido di Valentiniano II della stessa zecca, datato tra il 388 e il 392. Sono state individuate nel 2018 durante un’asta a Monaco di Baviera dal personale del Nucleo TPC di Bologna. Erano parziali proventi del furto avvenuto nel 2009 presso il Museo archeologico nazionale di Parma e sono state sequestrate su richiesta del Tribunale di Parma e con la rivendicazione amministrativa del Ministero della Cultura italiano.

Un’altra moneta in oro, un solido di Valentiniano II della zecca di Treviri, datato tra il 367 e il 385 d.C. È stata individuata nel 2019 presso una casa d’aste a Monaco di Baviera dal personale del Nucleo TPC di Bologna. Era anch’essa parziale provento del furto avvenuto nel 2009 presso il Museo archeologico nazionale di Parma ed è stata sequestrata su richiesta del Tribunale di Parma e con la rivendicazione amministrativa del Ministero della Cultura italiano.

Tre monete romane in bronzo (epoca da 68
a.C. – III sec. A.C.)

 

Monete in oro e monete in bronzo
Antefissa tarantina

La restituzione testimonia l’importanza dei rapporti internazionali consolidatisi nel tempo tra le Forze di Polizia e i Ministeri della cultura dei due paesi. Grazie alla loro collaborazione, è stato possibile ottenere l’eccellente risultato di riportare in Italia inestimabili beni culturali sottratti al patrimonio nazionale.

Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla catalogazione e dal censimento delle immagini fotografiche dei beni culturali da ricercare, che vengono costantemente inserite nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Ministero della cultura, gestita dai Carabinieri dell’Arte. Questo database, il più grande al mondo nel suo genere con oltre 1,3 milioni di file relativi a opere da ricercare, rappresenta lo strumento essenziale per recuperare beni culturali anche a distanza di tempo.

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