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Ronciglione. Il carnevale dell'allegria

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Ronciglione
Il carnevale dell’allegria 

di Michele De Angelis
 
 
Da metà febbraio si tornerà ad udire la sonora voce del campanone che insieme alla cavalcata degli Ussari segnerà l'avvio ufficiale dei festeggiamenti.
Il re Carnevale, scortato da cavalieri in costume, s'insedierà nella città facendosi consegnare proprio dal sindaco le chiavi, per assicurare a tutti cinque giorni di pura spensieratezza. Ci sono poi le corse a vuoto, celebri in passato anche a Roma: cavalli non sellati, lanciati al galoppo senza fantino per un percorso di circa un chilometro che si snoda attraverso le vie cittadine.
Ogni giorno è una festa, in particolare la domenica e il martedì grasso, danze in piazza, gare di maschere, veglioni e, soprattutto, il Gran corso di gala, con un'imponente sfilata di carri allegorici.
Le serate vengono vissute con straordinaria partecipazione da parte degli abitanti di Ronciglione e dei paesi limitrofi che passano tutto l’anno in trepidante attesa. In queste occasioni si azzerano infatti le tensioni della vita di tutti i giorni e ci si lascia andare sperando che le luci dell’alba tardino ad arrivare
Il pubblico partecipa attivamente assaggiando i vari piatti tipici. Oltre alle maschere ''ufficiali'' sfilano infatti anche i cosiddetti ''Nasi rossi'', un gruppo di simpatici seguaci del Dio Bacco. La sera del martedì  grasso, nella piazza principale, si svolge un grandioso saltarello al quale partecipano tutti i presenti, compresi i passanti non mascherati.
Al termine, il Re Carnevale, condannato a morte, viene dato alle fiamme e in un clima assolutamente surreale si dichiara aperta l’attesa della festività seguente.
Vale la pena partecipare ad una delle manifestazione più sentite dell’intera regione.

 

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