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CARTOLINE DALLA NORVEGIA (III)

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mag12 oslo fileminimizerUN PAIO DI ESCURSIONI

di Giulia Soi
 
Come meta per un week end, Oslo si dimostra ideale: facile da girare, accogliente e stimolante. Il suo centro è ricco di spunti e si visita in un paio di giorni, quindi – avendone altri a disposizione – ci sembra una buona idea pianificare un paio di escursioni.

Per la prima scegliamo la barca: c’è infatti un comodo servizio di ferry boat in partenza dal molo di Aker Brygge - zona molto trendy e ricca di ristoranti, bar e centri commerciali – che navigano nel vasto fiordo di Oslo, percorrendo diversi itinerari.

Con una linea si può raggiungere la piccola isola di Bigdøy, detta anche l’isola dei musei perché ospita varie strutture espositive. C’è il museo del Kon-Tiki, la famosa imbarcazione di foggia preistorica dell’esploratore norvegese Thor Heyerdahl, che ha compiuto rischiosi viaggi sul finire degli anni ‘40; c’è il museo del Fram, la nave con cui Roald Amundsen ha raggiunto Artide ed Antartide; c’è il museo delle Antiche Navi Vichinghe, quello della Marina norvegese, quello del Folklore e quello sull’Olocausto.

mag12 kontikimuseumCon un’altra linea invece si può compiere l’intero giro del fiordo, circumnavigando le tre isole di Hovedøya, Lindøya e  la stessa Bigdøy, fino ad arrivare davanti al maestoso e scintillante Teatro dell’Opera, struttura di mirabile architettura contemporanea che digrada dolcemente a mare quasi a fondersi interamente con le acque.

Un’altra meta che stuzzica la nostra curiosità è Drøbak, famosa per essere una delle più rinomate località balneari norvegesi e contemporaneamente la casa di Babbo Natale. Si raggiunge facilmente con un viaggio di quaranta minuti a bordo di un autobus urbano che ferma nei pressi del Teatro dell’Opera e – sin dall’arrivo – lascia intuire che abbiamo fatto la scelta giusta.

Attraverso tortuose stradine risalenti al XVIII secolo, scopriamo un ufficio del turismo piccolo e deserto ma perfettamente organizzato, casette in legno colorate e dai tetti spioventi, curiosi itinerari legati agli abitanti storici del villaggio e alle loro dimore e anche un acquario comunale (l’unico museo di lutefisk, ovvero il merluzzo preparato nella soda). Nella piazza principale troneggia la Tregaarden, ovvero la casetta di Natale con l’ufficio postale di Santa Klaus e la più grande collezione norvegese permanente in tema natalizio. Con un traghetto-lampo, raggiungiamo infine la fortezza di Oscarborg, famosa per aver affondato la nave tedesca Blücher a il 9 Aprile 1940, durante la seconda guerra mondiale, e poi ce ne torniamo verso Oslo, con quella serenità nel cuore che solo certi tramonti del Nord ti sanno regalare.

Inizia ora il ritorno verso Roma, quello che abbiamo negli occhi, lo sapete. Il resto è noto, con una punta di malinconia, o di nostalgia?
 
  

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