| I ponti di Roma |
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| Domenica 21 Giugno 2009 22:13 |
Parliamo di Ponte Emilio Lepido meglio conosciuto dai romani come Ponte RottoQuei fornici spesso restaurati e ispirati all’antica bellezza Il ponte Emilio Lepido, oggi conosciuto come ponte Rotto, fu costruito a valle dell’isola Tiberina, presso il più antico ponte Sublicio. Probabilmente risalente alla metà del III secolo a.C., fu ricostruito nel 179 a.C., dai censori Manio Emilio Lepido e M. Fulvio Nobiliore, con piloni di pietra e la carreggiata in legno. Completato nel 142 a.C., dai censori P. Cornelio Scipione Emiliano e Lucio Mummio fu trasformato in pietra con cinque pile nel fiume e una sesta, più piccola, sulla riva destra. Attualmente, si conservano solo un’arcata della ricostruzione cinquecentesca e i piloni originali di epoca romana. Durante il pontificato di Augusto 27 a.C. – 14 d.C. fu restaurato e ribattezzato come Ponte Massimo essendo il più grande dei ponti di Roma. Il ponte fino all’872 fu chiamato Senatorio anno in cui il papa Giovanni VIII decise di trasformare l’ antico tempio romano di Portunus, situato nella vicina area di Campo Boario, in Chiesa denominandola Santa Maria Egiziaca e di conseguenza il ponte fu ribattezzato Ponte Santa Maria. Il nuovo nome dato al ponte fu all’origine di una leggenda secondo la quale una statua della Vergine, che era stata gettata nel Tevere, riapparve miracolosamente sotto il ponte. Con il trascorrere del tempo il ponte finì per deteriorarsi quasi completamente e intorno al 1220 papa Onorio III lo dovette ricostruire. Seguirono i restauri del Duecento e quelli del Cinquecento realizzati dai papi Paolo III e Giulio III, finché nel 1557 il Tevere ebbe un’ondata talmente forte da travolgerlo. Roma rimase senza ponte Santa Maria fino al 1573 quando papa Gregorio XIII Boncompagni né ordinò la ricostruzione all’architetto Matteo Bartolani da Città di Castello. Con l’occasione il ponte cambiò ancora denominazione e venne soprannominato, in concorrenza con il ponte Cestio, di nuovo Senatorio. Lo testimonia l’iscrizione in latino relativa alla ricostruzione che si può leggere sul rudere del ponte: “per volere del papa Gregorio XIII il Comune di Roma nell’anno giubilare 1575 restituì alla primitiva robustezza e bellezza il Ponte Senatorio, i cui fornici, caduti per l’antichità e già in precedenza restaurati, l’impeto del fiume aveva nuovamente abbattuto”. Antonella Caiola |




Parliamo di Ponte Emilio Lepido meglio conosciuto dai romani come Ponte Rotto