spettacoli

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MUDEJAR - NACCHERE DIVINE

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Compañia Española de Danza
Miguel Angel Berna

Mudéjar
…bailando mi tierra!

di e con
Miguel Angel Berna
fino all’11 marzo al Teatro Olimpico di Roma


Affascinante, carismatico, unico: la grande personalità di Miguel Angel Berna lo contraddistingue come uno dei più significativi ballerini della Spagna di oggi. Figura innovativa nel panorama della danza iberica, Berna riesce ad unire perfettamente nel suo stile originale l’altissimo livello di preparazione con la sua naturale e travolgente carica passionale. Ballerino dalla tecnica strepitosa e singolare, alla velocità fulminea con cui suona le nacchere (costruite appositamente per lui) unisce un’eccezionale capacità di modularne le sonorità in ogni più sottile sfumatura. Ogni sua apparizione accende l’entusiasmo del pubblico come l’esplosione di un fuoco d’artificio.

FRANCESCO MICHELI NUOVO DIRETTORE ARTISTICO

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MACERATA NEL FUTURO CON LO SFERISTERIO

di Sergio Conte

Scelta unitaria del CdA dello Sferisterio sulla prossima stagione lirica e sul futuro dello Sferisterio secondo un progetto che coniuga sviluppo economico e culturale del territorio alla promozione internazionale dell’Arena maceratese. Ad attuare il nuovo corso dello Sferisterio sarà Francesco Micheli, nominato all’unanimità direttore artistico della stagione 2012. Traviata Bohème e Carmen saranno le opere in cartellone. Alla base della scelta del giovane regista emergente alla direzione artistica dello Sferisterio è l’idea forte di coniugare la tradizione con la valorizzazione dei giovani talenti, il rafforzamento del legame tra il teatro d’opera e il territorio nonché la capacità di far dialogare il melodramma con altre forme d’arte, indicati dal CdA nelle linee guida.
Accanto alla direzione artistica, il Cda ha voluto fin d’ora mettere in campo un progetto di promozione internazionale dello Sferisterio e dell’intero territorio, avvalendosi di Giancarlo del Monaco per curare nei prossimi due anni le collaborazioni e coproduzioni con i maggiori teatri esteri e della Cina in particolare.
Il Festival 2012 che, come già annunciato, vivrà quindi sotto il nume tutelare del grande Josef Svoboda nel decennale della morte e nel ventennale della sua memorabile Traviata degli specchi, vedrà anche una serata speciale dedicata al trentennale della morte di Mario del Monaco curata dal figlio Giancarlo. Confermata la collaborazione con Civitanova Danza per una serata di balletto. Lo Sferisterio si aprirà anche a nuovi generi quali il musical, avvalendosi dell’esperienza di Saverio Marconi.
Un cartellone fondato quindi su tre dei più significativi e popolari titoli del grande repertorio, allestiti con spettacoli classici ma nello stesso tempo aggiornati alla contemporaneità e in grado di aprirsi ad altri generi ed altri eventi, per fare della città di Macerata e del suo territorio un palcoscenico della musica e del teatro.


“Non ci sono parole per descrivere il sentimento di soddisfazione e responsabilità per questo incarico in una teatro importante come lo Sferisterio di Macerata, commenta il neo direttore artistico, Francesco Micheli. Che il teatro si sia rivolto ad una persona che ha meno di 40 anni, è un segno molto forte di attenzione verso i giovani in un momento in cui si parla molto della loro valorizzazione. Metterò tutta la mia energia per un Festival di cui si parla in tutto il mondo. Spero di essere all’altezza di questo incarico, la cui importanza è attestata dalla levatura del mio predecessore, da cui ho tanto appreso e che ho tanto ammirato in quanto regista”
“Esprimo soddisfazione – dichiara il presidente Carancini - per la decisione unitaria del CdA. Pienamente convincenti appaiono le parole chiave che hanno ispirato le scelte: i giovani e il futuro nella tradizione segnano una svolta che rilancerà lo Sferisterio, la città di Macerata e l’intero territorio provinciale al centro di un progetto innovativo e coraggioso”.
Il vice presidente Pettinari sottolinea con soddisfazione “l’unanimità del CdA sul progetto innovativo che vuole fare dello Sferisterio anche un’occasione di sviluppo per il territorio provinciale sia dal punto di vista economico e turistico, sia per le tante realtà ed istituti culturali e formativi che esso esprime”

 


 

ROMEO E GIULIETTA

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TEATRO ELISEO – fino al 12 febbraio

di Corrado Gallo

 

"“Romeo e Giulietta” è un punto di snodo importante, per molti motivi. Innanzitutto perché, insieme a tutto il progetto artistico e produttivo della stagione in corso, segna un passaggio importante nella ricerca artistica che l’Eliseo porta avanti per trovare le strade di quello che mi viene da definire, sperando di non essere frainteso, un “nuovo teatro popolare”: un Teatro cioè che coniughi con naturalezza la grande qualità, l’arte e il pubblico.

FEBBRAIO ALL’ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA

on .

di Sergio Conte


La Filarmonica Romana ha il piacere di ospitare uno degli interpreti più in vista della giovane generazione, Giuseppe Albanese (nella foto di Cecilia Monzolon), «pianista con le dita magnetiche», come lo ha definito la critica. Debutta a Roma in un recital solistico, al Teatro Argentina giovedì 16 febbraio, con un programma di luna e di sole, notturno e accecante, dal titolo Il piano, la luna e il furore. Le atmosfere del “chiaro di luna” di Beethoven e di Debussy con la sua Suite bergamasque, la visione che Franz Liszt (di cui quest’anno si celebra il bicentenario della nascita) ha della Norma di Bellini e della sacerdotessa innamorata e perduta che invoca – troppo tardi – il balsamo della luna. Poi, il furore di Béla Bartók e le “fiamme nere” di Carlo Boccadoro, un compositore che chiede al pianoforte e al pianista l’impossibile stupefacente; è lo stesso Boccadoro a parlarci della sua nuova composizione, scritta su commissione dell’Accademia Filarmonica Romana: “Succede ai pianoforti di fiamme nere è il titolo di un quadro di Enzo Cucchi, maestro della transavanguardia. È stato dipinto nel 1983 e raffigura un pianoforte in fiamme, che brucia dentro un vulcano, circondato da figure misteriose. Mi sono sempre chiesto che musica potrebbe suonare quel pianoforte, salito chissà come fino alla bocca di quel vulcano. Finalmente è arrivata l’occasione per immaginarlo, per farlo”.

Ultimo appuntamento del mese, forse fra i più attesi di tutta la stagione della Filarmonica Romana, giovedì 23 febbraio al Teatro Olimpico (con replica il 24 febbraio a Foligno e il 25 all’Aquila) è la ripresa di Partita a pugni (1952) di Vieri Tosatti che manca dai teatri da oltre quarant’anni, qui presentata per la prima volta nella versione per piccola orchestra del ’64, e la novità assoluta Frecciarotta dell’irriverente Riccardo Panfili, su libretto di Ettierre Seicento. Li dirige Marcello Bufalini alla guida dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, con il Coro Zaccaria da Teramo (Paolo Speca maestro del coro) e i solisti Carlo Riccioli baritono, Max René Cosotti tenore, Daniela Mazzucato soprano e Marco Zannoni attore e curatore dell’allestimento scenico.
Collerico, geniale, imprevedibile: così era Vieri Tosatti (1920-1999), artista a tutto tondo che nella vita fu anche poeta, scrittore e direttore d’orchestra, che su Partita a pugni raccontò: “… è stato il mio amico Luciano Conosciani, eccitato dal successo del ‘Sistema della dolcezza’, a portarmi quel testo. In un primo momento l’ho preso sottogamba, ma poi ha cominciato a interessarmi soprattutto la parte corale, cioè la parte furibonda del pubblico che assiste all’incontro di boxe: lì viene fuori il lato bestiale della gente che assiste a questo spettacolo ignobile, non c’è niente d’ironico o di buffonesco. Il successo fu grandissimo, tanto che nel 1967 ben sei teatri italiani la misero in programma, ma allora pensai: ‘Adesso basta: è troppo!’, e mandai una lettera a tutti i teatri, proibendo di rappresentare ancora ‘Partita a pugni’ ”. Considerato il più interessante fra i suoi lavori teatrali sia per l’originalità del soggetto, sia per la vivace espressività della partitura sia, infine, per lo sforzo di integrare il più possibile la parola alla musica attraverso una spontanea ricerca di effetti plateali e del paradosso, Partita a pugni ha luogo interamente in una palestra cittadina, dove si svolge un incontro di pugilato. L’arbitro chiama sul ring i due pugili: Palletta, incitato dal pubblico, e il suo contendente, alto e magro, intimidito dal tifo sugli spalti per il grande Palletta. Quest’ultimo domina l’incontro mentre l’avversario a mala pena riesce a parare i colpi, tanto che alla fine del secondo round rischia di finire definitivamente al tappeto; ma quando al terzo round Palletta si distrae, l’avversario lo colpisce con un pugno che lo fa crollare al tappeto, ko. Tra i fischi della folla, l’arbitro dichiara Palletta sconfitto.
A seguire un altro affresco dell’Italia di oggi – tutto nuovo e così attuale, qui presentato in prima assoluta – Frecciarotta, cantata ferroviaria su libretto di Ettierre Seicento, composto espressamente per noi dal trentenne di provata (e applaudita) irriverenza, Riccardo Panfili, compositore italiano in ascesa, allievo di Corghi, nel 2006 vincitore del Primo premio del Concorso Internazionale di Composizione Santa Cecilia di Roma e, nel 2011, del Concorso dedicato a Camillo Togni. “Il sig. Frecciarotta, uomo devoto, nonché ardente patriota, fa di professione Capotreno – spiega Panfili –. E proprio a lui è toccato in sorte di trovarsi in servizio sullo stesso convoglio in cui un manager di Trenilandia sta trattando la (s)vendita della sua società ad una manager di Russki Deraja, importante azienda ferroviaria russa…”.

Il previsto concerto di Paolo Fresu e i Virtuosi Italiani, cancellato per un'indisposizione dell'artista, è stato spostato al 23 aprile

Biglietti: da 30 a 10 € (più diritto di prevendita). Riduzioni per studenti, scuole e associazioni. Info: tel. 06-3201752, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

E PENSARE CHE C'ERA IL PENSIERO

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DI GIORGIO GABER E SANDRO LUPORINI

TEATRO QUIRINETTA
fino al 12 febbraio

di Simona Carlodalatri


Dopo le fortunate esperienze di Sboom e A sud dell’alma, Maddalena Crippa torna al teatro-canzone e questa volta dalla porta principale, confrontandosi con uno spettacolo culto per molte generazioni: E pensare che c’era il pensiero di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Un titolo che segna, insieme ad altri grandi titoli gaberiani, un preciso spartiacque sul fare e pensare teatro e che rappresenta forse il punto più alto della loro opera.

Dice Maddalena Crippa:
“Dal primo istante mi è stato chiaro che in quanto donna non avrei mai potuto , ma soprattutto non avrei mai voluto, rifare "Gaber". Credo che ogni grande artista sia irripetibile ed inimitabile.
Ma Gaber , insieme a Luporini, ha davvero inventato un nuovo modo di abitare il palcoscenico e la canzone, rinnovando l'unione tra parola e musica, riflettendo, interrogandosi, scendendo nel privato o aprendosi al sociale, stando nel presente, riuscendo spesso a decifrarlo e persino ad anticiparlo. Nell'onestà di questa "ricerca", a tratti diventa perfino corrosiva, e nel bisogno di condividerla sta il punto di contatto con me, con noi e con l' oggi . Vale la pena di riascoltare le sue parole, specie in un momento tanto buio sia per la cultura che per le coscienze ma credo valga la pena soprattutto perché la sua eredità, in questo caso, passa attraverso un' alterità - il mio essere donna appunto – un altro punto di vista , un'altra sensibilità. Tutto si può dire di Gaber ma non che non riuscisse a toccare, prima o poi, temi o corde che ci riguardano nel profondo.
E' la prima volta che una donna si cimenta con il repertorio dei suoi spettacoli, sono felice e orgogliosa che il destino mi abbia riservato una simile opportunità.” 

Tieffe Teatro Milano
in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber
Maddalena Crippa
E PENSARE CHE C’ERA IL PENSIERO
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
pianoforte Massimiliano Gagliardi
coriste Chiara Calderale Miriam Longo Valeria Svizzeri
arrangiamenti Massimiliano Gagliardi
coordinamento musicale Arturo Annecchino
regia Emanuela Giordano

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