spettacoli

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LA STORIA DI HOLLYWOOD (XVIII)

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CINECITTÀ, LA HOLLYWOOD SUL TEVERE - I PARTE


di Giulia Soi
 
Nel corso di questa carrellata sulla storia di Hollywood, nonché del cinema in generale, ci permettiamo una doverosa digressione per raccontare le vicende di uno dei templi internazionalmente riconosciuti della settima arte: gli studi di Cinecittà, quel glorioso complesso che è riuscito a creare il mito della “Hollywood sul Tevere”.
In origine, le due città designate ad ospitare il progetto nascente sono Roma e Torino: l’una per la presenza della CINES, l’altra per la presenza di potenti case di produzione come la Ambrosio Film, la Pasquali e l’Itala.

La scelta cade definitivamente su Roma perché, il 26 settembre 1935, un incendio distrugge gli studi della CINES stessa e lascia improvvisamente spazio alla costruzione del nuovo complesso. Esso prevede inizialmente stabilimenti, laboratori di sviluppo e stampa, una scuola professionale ed il cosiddetto Istituto Luce, ovvero La Unione Cinematografica Educativa. Nei piani originali è previsto anche un “villaggio” per tecnici e lavoratori di Cinecittà, che però poi viene presto abbandonato.
I lavori iniziano il 26 gennaio del 1936, l’inaugurazione il 21 aprile dell’anno successivo.


La storia narra che il primo lungometraggio girato nei teatri di Cinecittà sia stato “L’Allegro Cantante” di Gennaro Righelli, a cui solo nel primo anno fanno seguito altri 17 progetti, prevalentemente melodrammi patriottici di matrice fascista, ma anche opere musicali e commedie: uno di queste è “Il Signor Max” di Mario Camerini, ovvero il film che farà conoscere a tutti il talento di Vittorio de Sica.

A causa della Seconda Guerra mondiale, il complesso va incontro a una decadenza forzata. La devastazione e le ruberie compiute dalle truppe tedesche trasformano i teatri in macerie inutilizzabili e solo nel 1945 il presidente di Cinecittà Luigi Freddi riuscì a far restituire il materiale sottratto al complesso romano.
Contrariamente alle aspettative di molti, con la conclusione del conflitto mondiale gli studi di Cinecittà non riprendono immediatamente la produttività a cui erano abituati. L’avvento del Neorealismo porterà infatti dei cambiamenti, che rivoluzioneranno la produzione cinematografica del tempo in maniera sostanziale.

ECUBA - TEATRO COLOSSEO - 20 aprile - 6 maggio

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Associazione Culturale Musicale BEAT 72 diretta da Ulisse Benedetti

TEATRO COLOSSEO  
dal 20 aprile al 6 maggio

ECUBA
La Nausea e la Strage

Libera elaborazione drammaturgica di RICCARDO REIM

da ECUBA e TROIANE di Euripide

con FRANCESCA BENEDETTI

RAFFAELE  LATAGLIATA, PIER LUIGI PIZZETTI, ANDREA VOLPETTI
e con ROBERTO BISACCO e GIORGIO CRISAFI

Regia di
BEPPE MENEGATTI

LA STORIA DI HOLLYWOOD DALLE ORIGINI AD OGGI (XVII)

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ap12 il signor max film afi
I telefoni bianchi
di Giulia Soi 
 
Durante gli anni della dittatura mussoliniana, il cinema italiano non riesce a rimanere immune alle influenze della propaganda, come dimostrano documentari e cinegiornali dell’Istituto LUCE e film come “Camicia nera” (di Giovacchino Forzano, 1932), “Vecchia guardia” (di Alessandro Blasetti, 1933), “Lo squadrone bianco” (di Augusto Genina, 1936) o “Scipione l’Africano” (di Carmine Gallone, 1937).

LA STORIA DELLA MUSICA ROCK DAGLI ANNI '50 AD OGGI (XVIII)

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The Ed Sullivan Show: il declino
di Giulia Soi 


Nei precedenti numeri di questa rubrica, abbiamo già parlato due volte dell’Ed Sullivan Show, ovvero dell’indimenticabile programma televisivo che, in quasi 30 anni, ha radicalmente cambiato il modo di fare spettacolo e musica in tv.
 
Ne abbiamo seguito gli esordi e l’apice, durante tutta quella lunga fascia di tempo in cui Ed detta legge sia nel mondo della tv sia in quello della musica per le sue idee innovative, per le esibizioni epocali che hanno luogo durante il suo show, per tutti i momenti memorabili che passeranno alla storia.
 
Sono tante le caratteristiche dello spettacolo che lo rendono speciale: gli ospiti V.I.P. di Ed Sullivan siedono tra il pubblico, invece di essere confinati in un ambiente inaccessibile ai più; salgono sul palco dalla loro seduta e a volte, senza alcun tipo di preavviso, vengono invitati a sorpresa ad esibirsi nuovamente nel corso di una stessa puntata. 
 
Non bisogna poi dimenticare che un ospite tutto particolare, almeno per noi italiani, è Topo Gigio esportato oltreoceano e  divenuto in breve l’idolo dei bambini americani.
Quando la popolarità del programma arriva al top, il cast si trasferisce persino all'estero – Gran Bretagna, ma anche Australia e Giappone – per trasmettere da lì alcune puntate in diretta.
 
Come spesso accade, però, dopo i grandi fasti sopraggiunge un finale agrodolce e così, sul finire degli anni ’60, lo show va incontro al suo declino: sono tempi difficili, il paese è diviso dallo strazio per la guerra del Vietnam e dai tumulti della rivoluzione giovanile, Sullivan non è più in sintonia con le esigenze dei nuovi americani e soffre la concorrenza di altri network più vicini ai giovani.
 
Accusato di essere troppo “vecchio stile”, lo show viene cancellato. Non viene cancellato però il suo epocale successo, che nel corso degli anni raggiunge picchi di più di 70 milioni di telespettatori. L’Ed Sullivan Show rimane nella memoria di tutti, così come testimoniano diversi videoclip di famosi gruppi rock, ispirati proprio allo storico palco: da Billy Joel (foto) ai Red Hot Chili Peppers, dai Nirvana agli Outkast, in molti  hanno voluto provare – anche se per finta – l’ebbrezza di esibirsi in uno dei luoghi che ha fatto la storia della musica.


COLAZIONE DA TIFFANY

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di TRUMAN CAPOTE

adattamento teatrale SAMUEL ADAMSON
 
TEATRO ELISEO
fino al 1 aprile 2012
 
con 
FRANCESCA INAUDI  e  LORENZO LAVI

e con
MAURO MARINO, FLAVIO BONACCI, ANNA ZAPPAROLI, VINCENZO FERRERA, GIULIO FEDERICO JANNI, CRISTINA MACCÀ, IPPOLITA BALDINI, RICCARDO FLORIS, PIETRO MASOTTI
regia PIERO MACCARINELLI
Gli Ipocriti
 
di Michele De Angelis
 
Si racconta la storia di Holly; chi la racconta è William Parson, scrittore giovane che arriva dall’Alabama a New York, forse un alter ego di Truman Capote. Siamo nel 1957 e lo scrittore incontra Joe Bell, il barista che, segretamente innamorato di Holly, lo invita a ripercorrere la sua storia e a rivedere il suo vecchio appartamento nell’East Side…
 
William/Fred ritorna e ricorda tutto del 1943, l’anno in cui ha conosciuto per la prima volta Holly.
Holly è una ragazza del Sud che si è trasferita a New York, dove frequenta il bel mondo dell’East Side ma anche personaggi equivoci come il mafioso Sally Tomato che lei visita a Sing Sing o il suo avvocato Mr. O’Shaughnessy. I suoi amici sono personaggi fatui: Mag Wildwood, una fotomodella dell’Arkansas; O.J. Berman, agente di secondo piano di Hollywood; il diplomatico brasiliano Josè Ybarra-Jaegar; Rusty Trawler, miliardario nazista; Middy Munson, ex attrice ora giornalista di gossip; Madame Spanella, cantante lirica pettegola e frustrata. Holly si innamora di Josè, ma a provocare un cortocircuito emotivo è l’arrivo, dal Texas, del suo primo marito, Doc Golightly. Holly vorrebbe sposare Josè di cui è rimasta incinta ma uno scandalo le impedisce di farlo. Perde il bambino che aspettava da Josè e decide, nonostante tutto, di partire da sola per il Brasile dove vuole incontrare i venti miliardari più ricchi di ogni razza e di ogni colore… Da quel momento, dopo aver abbandonato anche il suo gatto, di Holly si perdono le tracce…
 
Joe e Fred si raccontano, nel ’57, che forse lei era in Africa, fotografata da Yunioshi, il giapponese di Harper Bazaar. Solo una lettera spedita da Holly all’editore di Fred ci dice che avrebbe fatto conoscere il suo indirizzo quando l’avesse saputo lei stessa; l’indirizzo non si conoscerà mai e Holly entrerà nel sogno di Fred/William/Truman con grande leggerezza e nell’immaginario collettivo di tutti noi…


martedì, giovedì, venerdì ore 20.45 mercoledì, 
domenica ore 17.00 (eccetto merc. 28 ore 20.45) sabato ore 16.30 e 20.45

www.teatroeliseo.it  
 
(foto di Pietro Pesce) 
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