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Ballando con Luisa

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A colloquio con la Signorelli, danzatrice, coreografa e direttrice della Compagnia Ballet-ex


Danzatrice, coreografa, direttrice della Compagnia Ballet-ex, organizzatrice, didatta, nel mondo della danza Luisa Signorelli è tutto questo e molto di più. E’ naturale che una persona così poliedrica come lei abbia molto da dire e da raccontare a noi siamo molto felici e curiosi di ascoltarla, con la speranza di carpirle qualche segreto...


Dopo il diploma all’Accademia Nazionale di Danza si è perfezionata all’estero. Quanto è stata importante questa esperienza?
Tra il 1993 e il 2000 ho trascorso regolari soggiorni di perfezionamento a New York. Per me è stata un’esperienza formativa formidabile, sia per la bravura degli insegnanti che per l’ambiente artistico stimolante in cui mi sono trovata. Poteva capitare di fare la classe con Baryshnikov o con altri artisti del suo livello e questo per me era un grande esempio. Lì c’è una mentalità molto più aperta all’arte della nostra, i danzatori italiani sono molto apprezzati e valorizzati per la loro grande capacità di comunicare al pubblico sentimenti ed emozioni. Per una breve periodo ho anche lavorato a New York in una compagnia di danza contemporanea.


Lei quando è diventata coreografa? Era un interesse che germogliava in lei già dagli anni degli studi?
Da bambina, prima di entrare in Accademia, frequentavo il Cid in via San Francesco de Sales, dove studiavo con Francesca Astaldi. Avevamo anche la lezione di composizione ed improvvisazione coreografica, che io già da allora amavo particolarmente e che mi divertiva moltissimo. Poi, molti anni dopo, ero già adulta e diplomata, ho incontrato il direttore d’orchestra Fritz Maraffi, che organizza un festival estivo di qualità un po’ discontinua, che mi propose di realizzare delle coreografie per opere ed operette con musica dal vivo. Per 16 anni ho lavorato con lui e questa è stata per me un’esperienza molto utile. Quando si realizza un balletto bisogna offrire emozioni profonde al pubblico, arrivare al cuore delle persone, farle viaggiare con la fantasia, creando della poesia. Naturalmente, per ottenere risultati soddisfacenti è necessario svolgere un lungo percorso di studio e di lavoro, che non si può improvvisare.


La fondazione della Compagnia Ballet-ex è piuttosto recente.
Inizialmente lavoravo con un gruppetto occasionale di danzatori, che si riuniva per determinate occasioni, ma, verso la fine del 2007, è diventato un gruppo stabile autosovvenzionato. Lavoro di preferenza con danzatori uomini, mi interessa molto la danza maschile, richiede tecnica, forza, virtuosismo. Ai miei ballerini richiedo una solida preparazione accademica. Infatti, nelle mie creazioni uso le posizioni aperte dei piedi, che devono essere stesi, mentre per la parte superiore del corpo uso una tecnica più moderna. Con la Compagnia abbiamo vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Danza di Atene nel luglio 2008 – il fatto di essere stati apprezzati all’estero ci ha ovviamente fatto molto piacere – e a dicembre abbiamo svolto una lunga tournée in Trentino, che ci ha fatto conoscere anche in posto lontano dalla realtà romana.


Come si finanzia la Compagnia? Lei parlava di autofinanziamento…
I finanziamenti pubblici sembra che arrivino solo ai soliti gruppi che li ricevono ormai da oltre 30 anni, purtroppo il sistema culturale è troppo politicizzato e per una giovane compagnia come la nostra è molto difficile inserirsi in certi circuiti. Per noi ricevere sovvenzioni significa vedere il valore del nostro lavoro riconosciuto ed avere accesso a spazi, ad una diffusione maggiore e, di conseguenza, ad un pubblico più vasto. Purtroppo in Italia tutte queste possibilità non ci sono e noi dobbiamo arrangiarci. Ma l’iniziativa non ci manca. Infatti, dal 2001 abbiamo fondato Divertiamoci con l’arte, rassegna di gruppi e scuole di danza, che ha toccato numerose città del centro Italia e che ha permesso a molti studenti di danza di esibirsi insieme a professionisti. Saremo il 5 aprile a Rubiera, a maggio a Roma, il 2 al Teatro Viganò e il 7 al Teatro S. Raffaele, mentre a luglio parteciperemo al Pescara Dance Festival. Altri introiti ci arrivano dai cd di musiche per la classe di danza e soprattutto dai dvd di lezioni di danza. L’idea mi venne quando mi trovavo negli Stati Uniti, dove questi video sono molto popolari, mentre in Italia non si erano mai visti. Per girare il primo abbiamo impiegato 7 mesi, con un budget limitato e 2 persone che curavano le riprese. Nel dvd io sono l’insegnante, spiego, dimostro gli esercizi, e, come in una vera lezione, correggo, e gli allievi – tutti diplomati e professionisti – eseguono i passi. La regia è molto curata, abbiamo sempre girato in luce naturale, si vede una ripresa generale, poi ci si sofferma molto sui dettagli, una mano, un piede, un atteggiamento. I video sono indirizzati a tutti, agli allievi, che possono trovare una lezione diversa e vedere particolari di passi che altrimenti sfuggirebbero, agli insegnanti, che possono trovare spunti e suggerimenti per nuove lezioni, a chi pratica la danza amatorialmente o a chi ha studiato e poi ha smesso, per poter eseguire una lezione completa a casa propria. L’iniziativa ha avuto una grande successo, così abbiamo realizzato 4 dvd didattici, Lezioni di Danza classica, Il Passo a due, Lezioni di Punte, Tecnica Maschile. I dvd non sono in commercio, si possono acquistare per corrispondenza sui nostri sito www.luisasignorelli.it , www.danzaclassica.net .


Che cosa desidera per il futuro?
Che il coraggio e la passione che mettiamo nel nostro lavoro vengano capiti e riconosciuti anche qui, e che arrivi il nostro messaggio, spingere la gente a fare la danza come arte.
Un arrivederci a Roma a maggio, il 2 al Teatro Vigano e il 7 al Teatro S. Raffaele.
Patrizia Vallone

Per ulteriori informazioni si possono visitare i siti www.luisasignorelli.it , www.danzaclassica.net

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