spettacoli

Senza cultura nessun futuro

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Una nazione senza cultura, è una nazione morta. La cultura non necessariamente si impara a scuola, o meglio non è la scuola l’unico strumento abilitato all’accrescimento culturale. Una volta erano i libri, poi con l’avvento della televisione, abbiamo cominciato ad avere culture di ogni paese alla nostra portata. I tempi, e le persone, però sono molto, molto cambiati. Si legge sempre meno, e si guarda molta più TV. Quest’ultima però è diventata, salvo qualche eccezione, un agglomerato di miserie, tanto che sogniamo uno strumento tecnologico che ci permetta di rifiutare con un semplice clic i programmi spazzatura. E non stiamo parlando, ovviamente, del telecomando.
L’unico, insostituibile strumento, a nostro parere rimane il teatro. Nelle sue molteplici forme, sia esso impegnato o leggero, sinfonico o lirico, danza o balletto. Attraverso il teatro, da sempre apprendiamo educazione e conoscenza, e soprattutto conoscenza dell’educazione: pensate all’estasi assoluta di una bella romanza o alla delizia pura di una piroetta in tutu. Purtroppo, nell’era della TV digitale e delle agevolazioni governative per l’acquisto dei decoder abilitati, siamo costretti a notare che proprio all’arte del teatro, in particolare, vengono continuamente diminuiti i fondi, l’ormai famigerato FUS. Sovrintendenti, direttori, artisti, perché qui si parla veramente di arte, che già fanno grossissimi sforzi per offrire spettacoli sempre intelligenti, sono costretti quasi a fare la fame, e solo la loro grande passione e cultura gli permette di non abbandonare tutto. Fino a quando però riusciremo ad avere un teatro all’altezza dei tempi passati, visto che il continuo taglio di fondi costringerà, per rientrare nelle spese, a scritturare attori di seconda fascia, a buon mercato, e ad abbandonare progetti su progetti? Fino a quando, riusciremo ad ottenere biglietti a costi accettabili, se ogni anno si finanzia sempre meno?
Cari governanti, costringete i nostri figli a frequentare scuole sempre più scadenti, sia in termini di edifici che di istruzione, costringete i nostri padri a una vecchiaia fatta di stenti e di umiliazioni, non obbligate noi, che dovremmo essere la guida dei nostri figli, e il sostegno dei nostri padri a vivere un’esistenza grigia, senza fantasia. Un popolo senza cultura è morto.
Fabrizio Falciani

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