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5. Storia del cinema italiano

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5. Storia del cinema italiano

di Eleonora Savignano


Il capo del fascismo Benito Mussolini sale al potere nel 1922 e pur inquadrando immediatamente il cinema come l’arma più forte al servizio del regime, durante gli anni Venti, ancora non tentò di mettere sotto controllo le masse. 


Per centralizzare la propaganda, però, costituì L’Unione Cinematografica Educativa (LUCE) per controllare documentari e cinegiornali.
Alla fine degli anni ’20 un imprenditore decise di riaprire i vecchi studi Cines che, essendo gli unici a possedere apparecchiature per la registrazione del suono, dominarono il mercato dell’epoca. Il governo si interessò sempre di più al mezzo e lo rese oggetto di una serie di leggi protezionistiche. 
Nel ’32 fu inaugurata la Mostra del Cinema di Venezia, inizialmente ideata semplicemente come vetrina internazionale per i film italiani e non come competizione. Questo non impedì comunque di ospitare sin dall’inizio film che si svelarono poi “classici” della storia del cinema. Tra i film in esposizione nel ’32 possiamo annoverare anche “Proibito” di Frank Capra (uno dei più celebri registi hollywoodiani) nonché la presenza di Hawks, Renè Clair e numerosi altri. I protagonisti di questa Mostra sono gli attori che compaiono sul grande schermo tra i quali spicca proprio l’italiano Vittorio De Sica.
All’epoca non vi era una vera giuria ma fu indetto dal comitato organizzatore una sorta di “referendum” che elesse il film di Renè Clair (“A me la libertà”) come “il più divertente” mentre “ il più commovente” è la pellicola americana di Selwyn.  
Quando si intuì che il cinema era fondamentale sul piano ideologico e l’industria non doveva deteriorarsi fu creata la Direzione Generale per la Cinematografia affidata a Luigi Freddi. Quest’ultimo assunse un comportamento decisamente liberista e riconobbe come il pubblico italiano non avrebbe tollerato film pesantemente propagandistici e, assieme ai produttori, decise di appoggiare un cinema di “distrazione” o “evasione” che fosse vicino allo spirito della Hollywood contemporanea.


 

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