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CHOPIN E... - 20 gennaio - 28 aprile

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Da domenica 20 gennaio all’Accademia Filarmonica Romana 

Chopin e…

viaggio nella musica pianistica del compositore polacco accostata a quella di altri quattro autori che, come Chopin, hanno dedicato al pianoforte una formidabile stagione creativa: Schumann, Liszt, Skrjabin e Rachmaninoff.

Quattro concerti in Sala Casella la domenica pomeriggio fino al 28 aprile, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e i suoi prestigiosi Corsi di Alto Perfezionamento da cui provengono i giovani pianisti di questi appuntamenti.
 
 
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Anche quest’anno, proseguendo una collaudata collaborazione fra l’Accademia Filarmonica Romana e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, quattro talentuosi pianisti - Ivan Moshchuk (foto), Alberto Idà, Federico Nicoletta, Francesco Granata - che stanno completando o hanno da poco concluso la loro formazione nel Corso di Alto Perfezionamento tenuto da Benedetto Lupo - animano la Sala Casella con le loro esecuzioni per la nuova rassegna “Chopin e…”. Nei quattro concerti – la domenica pomeriggio alle ore 17.30 a partire dal 20 gennaio – i programmi saranno dedicati alla musica di Fryderyk Chopin (1810-1849), in un confronto con la musica di altri quattro compositori che come il musicista polacco hanno contributo ad arricchire la letteratura pianistica fra Otto e Novecento: Robert Schumann, Franz Liszt, Aleksandr Skrjabin e Sergey Rachmaninoff.
 
Il primo concerto, che il 20 gennaio sarà preceduto alle ore 16 da una conferenza introduttiva all’intera rassegna a cura di Giovanni Bietti, vedrà protagonista il giovane pianista americano Ivan Moshchuk, classe 1990, primo premio all’Arthur Fraser International Piano Competition nel 2007 e nel 2010 vincitore del Gilmore Young Artist Award, che eseguirà lo Scherzo n. 2 e la Sonata n. 2 di Chopin e nelle seconda parte Etudes-Tabelaux op. 39 di Rachmaninoff. Seguiranno i recital di Alberto Idà (3 febbraio, Chopin-Skrjabin), Federico Nicoletta (31 marzo, Chopin-Liszt) e Francesco Granata (28 aprile, Chopin-Schumann).

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La musica pianistica conosce nel primo Ottocento uno straordinario sviluppo: complice la disponibilità di sempre più raffinati strumenti, gli autori esplorano la tastiera nelle sue inedite possibilità, costituendo in pochi decenni un eccezionale patrimonio musicale nel quale l’evoluzione del linguaggio strumentale si accompagna alla profondità di una potente espressione poetica.   

La figura di Fryderyk Chopin incarna questa rivoluzione espressiva, che risulta inscindibile dalla materia strumentale da cui sorge: il pianoforte assume un ruolo di assoluta preminenza nella famiglia degli strumenti musicali e il suo repertorio si amplia a dismisura, con una serie di composizioni che costituiscono tutt’oggi un banco di prova ineludibile per gli interpreti. Il ciclo così accosta a Chopin altri quattro autori, scelti tra coloro che hanno dedicato al pianoforte una formidabile stagione creativa, come nel caso di Robert Schumann, oppure una passione speciale durante l’intera vita, come Franz Liszt, che incarna anche il ruolo di grande virtuoso e, portando il recital pianistico in spazi più ampi, propone quasi una sfida tra il musicista e le possibilità dello strumento.

A cavallo tra Otto e Novecento troviamo invece altri due autori che hanno fatto del pianoforte il nucleo della loro attività compositiva, proprio partendo dalla lezione chopiniana: Alekandr Skrjabin e Sergey Rachmaninoff, quasi coetanei e compagni di classe al Conservatorio di Mosca, hanno tracciato percorsi originali e tra loro diversissimi, ampliando gli orizzonti armonici fino ad un sostanziale astrattismo (Skrjabin) oppure facendo della propria straordinaria abilità strumentale un linguaggio espressivo di grande potenza ed immediata riconoscibilità (Rachmaninoff).

Confrontandosi con questo patrimonio di bellezza i quattro pianisti presenteranno nella prima parte del concerto una o più opere chopiniane e nella seconda parte uno dei quattro autori, in un arduo cimento esecutivo che è anche un omaggio alle potenzialità espressive del “principe degli strumenti”.
 
 
Biglietti: posto unico 10 euro (più diritto di prevendita)
I biglietti si acquistano presso la biglietteria della Sala Casella (via Flaminia 118), a partire da un’ora prima del concerto e sul sito www.filarmonicaromana.org 
tel 06 320 17 52 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tutto il programma su www.filarmonicaromana.org 
 

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