Cultura

Stampa

Curiosando per la città

on .

A cura di Carlo Franciosa

Al Complesso del Vittoriano, mostra “Colli Albani”, protagonisti e luoghi della ricerca archeologica nell’800, fino al 13 febbraio. In particolare, verrà analizzato il proficuo periodo dell’800, con i numerosi studi svolti nell’area dei Castelli romani dall’Associazzione alle Politiche Culturali della Provincia di Roma. La mostra si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni culturali per i beni archeologici del Lazio, Soprintendenza Speciale per archeologi di Roma, in collaborazione con la Città di Monte Porzio Catone e la Galleria Theodora Frascati, e l’Organizzazione generale di Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. L’esposizione è a cura di Massimiliano Valente, direttore del Polo Museale di Monte Porzio Catone. Presente l’assessore alle Politiche Culturali Cecilia D’Elia.

Mostra al Vittoriano di Domenico Pertica, giornalista e scrittore; si ripercorrono nella mostra allestita al Vittoriano divertenti ritratti delle frequentatrici di bordelli francesi fin de siècle e le serie dei gatti e dei dodici Segni del cielo. Con poesie di Dario Bellezza e Dante Maffia. E l’intensa amicizia con Fellini che lo volle come attore in tre film.

Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca danno vita ad un appuntamento speciale dedicato alla presentazione dei libri di Ileana Florescu “Lunatiche” e Angelo Caposso “Sadiesfaction” al wine bar a due passi da Palazzo Farnese. Presenti anche Barbara Martusciello ed Emanuele Nobile Mino.

Alla Feltrinelli Galleria Alberto Sordi, è stato presentato il libro “Gioventù amore e rabbia” di Luca Telese. È intervenuto Marco Damilano.

Alla libreria Melbookstore è stato presentato il romanzo di Massimo Cacciapuoti “Non molto lontano da qui”. Ne ha discusso con l’autore Paolo Petroni.

Alla caffetteria della Casa del’Architettura di Piazza Manfredo Fanti 47, sono esposti i 23 disegni a matita di Silvio Pasquarelli.

 

Stampa

13. I Nobel per la medicina

on .

13. I Nobel per la medicina

Premi Nobel  dal  1936-1942

di Cristina Raso


In questo numero tratteremo i premi Nobel per la medicina dal 1936 al 1942 considerando che negli anni 1940-41-42, a causa degli eventi bellici,  non è stato assegnato nessun riconoscimento. 

Stampa

13. Maschere Italiane

on .

13. Maschere Italiane

Stenterello 

di Lucia Antista

Stenterello, è la maschera tradizionale di Firenze ed è conosciuta come l'unica maschera del Carnevale e del Teatro fiorentino, secondo le testimonianze di Pellegrino Artusi e Pirro Maria Gabrielli, fu anche l'ultima maschera della Commedia dell'Arte antica. Questo personaggio fu ideato nel XVIII secolo dall'attore fiorentino Luigi Del Buono (1751-1832), creatore di brillanti commedie popolari. Del Buono era, proprio come il suo personaggio Stenterello, magrissimo, come colui "che pare cresciuto a stento". Egli nel 1791 dopo aver chiuso la sua bottega fiorentina da orologiaio dà vita ad una compagnia, arrivando al culmine del successo riunendo in un unico personaggio tutte le caratteristiche dei suoi soggetti.

Stampa

15. Autori e poeti latini

on .

15. Autori e poeti latini

Marziale
 di Lucia Antista


Marco Valerio Marziale è stato un poeta romano, generalmente ritenuto il più importante epigrammista in lingua latina. È stato definito da Plinio (Epistole, III, 21) come «un uomo ingegnoso, acuto e pungente, che aveva nello scrivere moltissimo di sale e di fiele e non meno di sincerità».
Egli nacque a Bilbilis, una cittadina della Spagna Tarragonese (nei pressi dell'odierna Calatayud), facente parte dell’Impero Romano, fra il 38 e il 41 d.C. Ebbe la sua prima educazione a Tarragona, presso grammatici e retori. Nel 64 si recò nella capitale imperiale in cerca di fortuna come era accaduto ad altri letterati “spagnoli” quali Seneca, Lucano, Quintiliano. A Roma si indirizzò ad una vita da cliens, ricevendo in cambio la sportula, un donativo in cibo o danaro, disprezzando la carriera di avvocato. In occasione dell'inaugurazione dell'Anfiteatro Flavio, pubblicò con successo il primo libro di epigrammi detto Liber de spectaculis, sugli spettacoli del Colosseo. Tito, e poi Domiziano, gli conferirono lo “ius trium liberorum”, una serie di privilegi per i cittadini che avessero almeno tre figli, anche se pare che non ne avesse alcuno. La sua produzione poetica più sostanziosa risale all’epoca post-neroniana, sotto la dinastia Flavia. Quando prese il potere l'imperatore Nerva, Marziale sentendosi ormai estraneo a Roma ritornò in patria, dove morì nel luogo natale verso il 104. La forma tipica di Marziale era l'epigramma, cui dedica i suoi quindici libri di poesia (se si comprende, fra essi, il De Spectaculis). L’epigramma era un antico genere poetico adatto a sintetizzare emozioni, eventi lieti tristi della vita.

Stampa

6. Catacombe

on .

6. CATACOMBE

Gordiano ed Epimaco


di Eleonora Savignano

Chiamata originariamente “Catacomba dell’Acqua Mariana”, dopo gli scavi organizzati durante la Seconda Guerra Mondiale furono scoperti i martiri ivi sepolti e fu così riconosciuta come quella di Gordiano ed Epimaco.
Si trova sull’antica Via Latina, oggi nel moderno quartiere Appio-Latino (più precisamente nei pressi di Piazza Galeria).  La scoperta della Catacomba fu casuale e dovuta agli scavi per un edificio antico trovato in superficie. 
La parte più importante del cimitero ipogeo in questione è sicuramente il cosiddetto “Cubicolo D.”, scoperto nel 1955, che ha una forma quadrata con tre arcosoli. Alle pareti numerosi sono gli affreschi che possiamo datare  al IV secolo d.C. 
Il più importante è, senza dubbi, quello rappresentante Gesù Cristo circondato da due personaggi, quasi sicuramente, si tratta proprio dei Santi Gordiano ed Epimaco, recanti in mano la corona simbolo del martirio. 
Troviamo ancora affreschi che riportano scene dell’Antico e Nuovo Testamento e da segnalare vi sono, ad esempio, quello sulle Tavole di Mosè e quello sulla Resurrezione di Lazzaro. 
 Ad impedirne la distruzione totale fu l’intervento di Padre Antonio Ferrua, all’epoca direttore della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Ancora oggi è stata scavata solo una minima parte dei cubicoli sotterranei in quanto gli archeologi ritengono si tratti di una necropoli molto vasta, disposta su più piani e – inoltre - in base ad alcune iscrizioni rinvenute, sono convinti fosse ancora utilizzata durante l’impero di Giuliano II detto l’Apostata (361-363 d.C) il quale aveva individuato proprio nel Cristianesimo, ormai affermatosi da tempo, la causa della decadenza dell’impero Romano. E’ infatti a lui riconducibile la causa del martirio di uno dei Santi cui è dedicato il nome della Catacomba: se infatti Epimaco era morto circa un secolo prima durante l’impero di Decio (249-251) - grande persecutore di cristiani, se ne contano molte migliaia -  Gordiano fu ucciso proprio durante il periodo dell’”Apostata”.

facebook