Cultura

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6. Catacombe

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6. CATACOMBE

Gordiano ed Epimaco


di Eleonora Savignano

Chiamata originariamente “Catacomba dell’Acqua Mariana”, dopo gli scavi organizzati durante la Seconda Guerra Mondiale furono scoperti i martiri ivi sepolti e fu così riconosciuta come quella di Gordiano ed Epimaco.
Si trova sull’antica Via Latina, oggi nel moderno quartiere Appio-Latino (più precisamente nei pressi di Piazza Galeria).  La scoperta della Catacomba fu casuale e dovuta agli scavi per un edificio antico trovato in superficie. 
La parte più importante del cimitero ipogeo in questione è sicuramente il cosiddetto “Cubicolo D.”, scoperto nel 1955, che ha una forma quadrata con tre arcosoli. Alle pareti numerosi sono gli affreschi che possiamo datare  al IV secolo d.C. 
Il più importante è, senza dubbi, quello rappresentante Gesù Cristo circondato da due personaggi, quasi sicuramente, si tratta proprio dei Santi Gordiano ed Epimaco, recanti in mano la corona simbolo del martirio. 
Troviamo ancora affreschi che riportano scene dell’Antico e Nuovo Testamento e da segnalare vi sono, ad esempio, quello sulle Tavole di Mosè e quello sulla Resurrezione di Lazzaro. 
 Ad impedirne la distruzione totale fu l’intervento di Padre Antonio Ferrua, all’epoca direttore della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Ancora oggi è stata scavata solo una minima parte dei cubicoli sotterranei in quanto gli archeologi ritengono si tratti di una necropoli molto vasta, disposta su più piani e – inoltre - in base ad alcune iscrizioni rinvenute, sono convinti fosse ancora utilizzata durante l’impero di Giuliano II detto l’Apostata (361-363 d.C) il quale aveva individuato proprio nel Cristianesimo, ormai affermatosi da tempo, la causa della decadenza dell’impero Romano. E’ infatti a lui riconducibile la causa del martirio di uno dei Santi cui è dedicato il nome della Catacomba: se infatti Epimaco era morto circa un secolo prima durante l’impero di Decio (249-251) - grande persecutore di cristiani, se ne contano molte migliaia -  Gordiano fu ucciso proprio durante il periodo dell’”Apostata”.

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Medici famosi. 15° puntata

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Medici famosi. 15° puntata
Pietro Tabarrani

di Cristina Raso

Nacque a Lombrici (LU) il 2 maggio 1702, studiò medicina, chirurgia, filosofia, matematica, astronomia a Lucca. Dopo la laurea in medicina e chirurgia lavorò a Firenze presso l’ospedale Maggiore dove conobbe il cardinale Salviati, che lo stimò a tal punto da nominarlo suo medico curante. Seguì, nella città eterna, il grande prelato divenendo successivamente archiatro dei pontefici  Clemente XII e Benedetto XIV. A Roma poté completare i suoi studi anatomici nell’ospedale Santo Spirito e pubblicare le sue esperienze nel libro “Observationes anatomicae”. Da Roma si recò a Bologna, dove fu amico del Vallisnieri. Nel 1759 la sua fama era talmente vasta da giungere fino al granduca di Toscana tanto che questi lo volle all’università di Siena dove ebbe prima l’incarico di lettore di anatomia umana poi quello di lettore ordinario di anatomia e infine fu membro dell’Accademia dei fisiocratici. A Siena il Tabarrani fu famoso per le sue lezioni e per le sue tavole anatomiche. Nel 1772 sposò Marianna Bertogno, una sua concittadina. Nel 1773, purtroppo, una cateratta bilaterale gli causò una diminuzione della vista procurandogli grandi sofferenze fisiche e morali perché lo costrinse a rallentare i suoi studi e i suoi esperimenti sui vasi linfatici ai quali stava lavorando da lungo tempo. Le sue scoperte le fece pubblicare dal suo discepolo e amico Masacgni in un libro intitolato “Historia vasorum linphaticorum”, premiato all’accademia di Parigi. Morì il 5 aprile 1779, all’età di 77 anni, in seguito a una cancrena che gli aveva colpito agli arti inferiori. Fu sepolto nella chiesa di Santa Mustiola a Siena e a lui sono state dedicate una strada e una scuola nella cittadina natale.

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Medici famosi. 15° puntata

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Medici famosi. 15° puntata
Pietro Tabarrani

di Cristina Raso

Nacque a Lombrici (LU) il 2 maggio 1702, studiò medicina, chirurgia, filosofia, matematica, astronomia a Lucca. Dopo la laurea in medicina e chirurgia lavorò a Firenze presso l’ospedale Maggiore dove conobbe il cardinale Salviati, che lo stimò a tal punto da nominarlo suo medico curante. Seguì, nella città eterna, il grande prelato divenendo successivamente archiatro dei pontefici  Clemente XII e Benedetto XIV. A Roma poté completare i suoi studi anatomici nell’ospedale Santo Spirito e pubblicare le sue esperienze nel libro “Observationes anatomicae”. Da Roma si recò a Bologna, dove fu amico del Vallisnieri. Nel 1759 la sua fama era talmente vasta da giungere fino al granduca di Toscana tanto che questi lo volle all’università di Siena dove ebbe prima l’incarico di lettore di anatomia umana poi quello di lettore ordinario di anatomia e infine fu membro dell’Accademia dei fisiocratici. A Siena il Tabarrani fu famoso per le sue lezioni e per le sue tavole anatomiche. Nel 1772 sposò Marianna Bertogno, una sua concittadina. Nel 1773, purtroppo, una cateratta bilaterale gli causò una diminuzione della vista procurandogli grandi sofferenze fisiche e morali perché lo costrinse a rallentare i suoi studi e i suoi esperimenti sui vasi linfatici ai quali stava lavorando da lungo tempo. Le sue scoperte le fece pubblicare dal suo discepolo e amico Masacgni in un libro intitolato “Historia vasorum linphaticorum”, premiato all’accademia di Parigi. Morì il 5 aprile 1779, all’età di 77 anni, in seguito a una cancrena che gli aveva colpito agli arti inferiori. Fu sepolto nella chiesa di Santa Mustiola a Siena e a lui sono state dedicate una strada e una scuola nella cittadina natale.

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La storia del tennis romano dagli anni '20 ad oggi. 14° puntata

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LA STORIA DEL TENNIS ROMANO DAGLI ANNI ‘20 AD OGGI. 14 puntata

QUER ROMANACCIO DE PIETRANGELI

di Giulia Soi


Spesso Pietrangeli ama ricordare che nell’ambiente tennistico milanese non godeva particolarmente di buona fama. Su al nord tutti preferivano i campioni “lottatori”, la gente che sputava sangue prima di arrendersi, atleti del calibro di Umberto De Morpurgo, Gianni Cucelli e Fausto Gardini.

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CIRCOLO ACLI SAN GIOVANNI

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Corso di Lingua e Cultura Francese

Corso base di lingua e cultura francese valido per la preparazione al DELF - (Diplôme d'Études en Langue Française) – livello A1

A CHI E’ RIVOLTO
A tutti coloro che desiderano arricchire il proprio bagaglio linguistico e allo stesso tempo vogliono ottenere una referenza importante e riconosciuta in tutto il mondo.

c/o Circolo ACLI “San Giovanni”, via La Spezia n° 77 – 00182 Roma

Info su programma e prezzi: 06 70613025 - 347 6459550.
Ricevimenti in sede: il mercoledì dalle ore 15:00 alle ore 19:00.

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