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LE VIE CONSOLARI (XVII)

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LA VIA SALARIA - PRIMA PARTE.


di Cristina Raso.

La via Salaria è l’unica delle vie consolari a non avere il nome di un console romano. Parte da Roma e arriva a San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Il suo nome deriva dall’uso che ne facevano gli antichi romani, essa infatti serviva prevalentemente per il trasporto del sale, dal “Campus salino rum”, a Fiumicino fino alle sponde dell’Adriatico. A Roma, la via Salaria, iniziava dal punto dove, un secolo dopo, furono edificate le mura aureliane; poi entrava dalla porta Salaria lambendo villa Ada, dove si trovano i resti di Antemnae, antichissima città del Lazio risalente all’VIII secolo a. C. che indicava il punto in cui il Tevere e l’Aniene, chiamato affettuosamente dai romani il “Teverone” si univano. Poi subito dopo le catacombe di Priscilla si addentrava nel territorio della Sabina.

Attraversato il ponte salario sotto cui scorre placido l’Aniene, famoso per l’episodio nella guerra di Tito Manlio Torquato contro i Galli, dopo aver superato la torre costruita su un antico sepolcro arrivava a villa Spada che sorge a est del colle salario, nei pressi di Fidene, antica città del Lazio e fu per molto tempo il primo centro latino oltre il confine settentrionale del territorio romano. La città sembra essere stata conquistata da Roma, addirittura sotto Romolo. Molti scrittori latini ci tramandano aneddoti storici che riguardano Fidene; Tacito, per esempio, ci racconta di un crollo di un teatro ligneo nell’anno 27 dopo Cristo, con la morte di 20.000 persone, ricordandolo come il peggiore disastro accaduto in epoca romana. Dopo Fidene la strada proseguiva in località Settebagni, poi verso Crustumerium, le cui origini sono ancora oggi incerte. Alcuni pensano sia stata fondata dagli abitanti di Albalonga, altri dai Sabini o dai Latini.

Virgilio, nell’Eneide, parla di Crustumerium come di una città preposta alla costruzione delle armi contro Enea. Più avanti la via Salaria procedeva verso Monterotondo e Passo Corese fino ad arrivare a Rieti, detta “Umbelicus Italiae”, perché collocata precisamente nel centro geografico della penisola italica. 
 
(continua)

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