I PARCHI DI ROMA (XVIII)

PARCO XVII APRILE
di Federico Bartolomei
Situato nella parte est di Roma, lungo la via Tuscolana, celato dagli alti palazzi caratteristici della zona del Quadraro, troviamo un parco che custodisce al suo interno la terza più grande tomba conservata nella nostra città dopo i mausolei di Adriano e di Augusto.
Oggi questo luogo viene chiamato Parco XVII Aprile 1944 a memoria di uno dei più terribili soprusi avvenuti nella nostra città durante la seconda guerra mondiale quando, in seguito ad un rastrellamento ad opera dei soldati tedeschi, vennero deportati 947 tra pacifici abitanti e partigiani stanziati nel territorio del Quadraro, dove avevano allestito una base operativa.
Oltre ad esser stato protagonista della storia più recente, il parco affonda le sue origini nella storia passata quando veniva chiamato Monte del Grano perché la forma del mausoleo ricorda un covone di grano ribaltato ma, come abbiamo già accennato, all'interno di quella che oggi ci appare una collinetta, era contenuto il sarcofago dell'imperatore Alessandro Severo (222-235 d.C.) che oggi arricchisce la raccolta delle opere d'arte che rappresentano l'orgoglio e la fortuna dei musei capitolini; la scoperta della tomba di Alessandro Severo è datata 1582, nello stesso periodo venne realizzata una torre sopra il mausoleo la cui esistenza è attestata da un incisione del Piranesi, infatti, in seguito a un disastroso crollo, della torre non rimase traccia.

Nonostante il sarcofago venne attribuito ad Alessandro Severo, alcuni studi collocano la costruzione dell'edificio intorno al 135 d.C. Ciò ha destato molti dubbi sull'identità dell'occupante del sepolcro, sebbene, data l'imponenza della costruzione, possiamo immaginare che il misterioso personaggio sepolto dovesse essere un esponente di spicco di qualche nobile famiglia o del senato.
Roma custodisce al suo interno tesori nascosti, ma non per questo di minor valore storico e artistico, valorizzare e dare visibilità a ciò che la nostra città ci può offrire ci permette di comprendere quanto sia importante dare continuità al passato per far in modo che anche in futuro chiunque possa vedere queste meraviglie.
