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SCIACQUALINGUA DI FAUSTO RASO - 12

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Due parole, due, sulla cravatta


Due parole, due, sulla “cravatta”, cioè su un complemento del vestiario maschile che sembrava scomparso con l’avvento dell’americanizzazione posbellica, ma tornato prepotentemente di moda anche tra i giovanissimi.

La cravatta, dunque, ha mutuato il nome dai Croati; in origine, infatti, si chiamava “croata”. Il termine, però, è giunto a noi attraverso il francese “cravate” in quanto i Francesi presero questo capo d’abbigliamento quando Luigi XIV, il Re Sole, istituì un reggimento di cavalleria leggera formata di Croati.

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Questi soldati mercenari, noti anche in Italia – terra di conquista di tutti i popoli – avevano una divisa costituita di un dòlman rosso con alamari, un peloso colbacco e, caratteristica originale, una vistosissima striscia di lino bianco annodata attorno al collo.

Questa sciccheria piacque moltissimo al sovrano francese tanto che volle che tutte le sue truppe fossero dotate di “croate”, divenuto in seguito, per corruzione popolare, “cravate”, donde la nostra ‘cravatta’.

Oggi le persone che credono di parlar bene dicono ancora “corvatta”, a noi sembra puro snobismo. Da molto tempo, ormai, il termine è stato relegato nella “soffitta della lingua”. I gusti, però, sono gusti…

Fausto Raso

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