Stampa

ARCHEOCHICCA (LIX) VETRI IN LIGURIA E TOSCANA

on .

genn-19 disegno-titolo - Copia - Copia


L’ICTIOCENTAURO E
I PESCI GUIZZANTI
DEI DIATRÈTA NOSTRANI



MUS. CIV. ARCH. G. ROSSI
VENTIMIGLIA, IMPERIA
MUS. CIV. ARCHEOLOGICO
LARCIANO CASTELLO, PT



di Sergio Murli

Lasciando galoppare la nostra fantasia, un po’ stanca ma vivida, dopo le Grandi Feste, ci piace pensare a quel mondo lontano, finito eppure ancora presente nelle opere e nelle immagini che, pur se limitate e limate dal tempo, parlano ed evocano i grandi fasti e le indimenticabili glorie di tempi andati: ma questo lo avevamo già detto qualche riga sopra.
genn-19 ictiocentauro-piatto - Copia
Dunque, parlando di questa suggestiva e rara coppa del Museo ligure e collegandola idealmente con i frammenti del Museo larcianese – ma l’Italia conserva tanti altri esempi in più raccolte, addirittura il Piatto di Albenga, la Albingaunum dei Romani, a pochi chilometri. – (Ve ne presentiamo qui due figure magnifiche). 

Ci vengono in mente le committenze ricche dei grossi personaggi che usavano ordinare al negozio di allora, il capiente emporium, l’esclusivo oggetto, di vetro, incredibilmente lavorato spesso a più strati, poi inciso a freddo per ricavare fiabesche figure, che in quell’epoca portavano inevitabilmente a personaggi, eroi e protagonisti della mitologia che non aveva fine…


genn-19 albenga1-bis Immagine - Copia - Copia - Copia - Copia
Fa sempre un certo effetto quando ci balza agli occhi e alla mente che gli “antichi” non erano poi così sprovveduti come qualcuno di noi potrebbe pensare con leggerezza e superficialità.

Con un nostro piccolo sforzo, aiutato dalla conoscenza, emerge tutto il sapere e la… modernità di quei popoli evoluti: Egizi, Babilonesi, Sumeri, Greci, Fenici, Etruschi e infine Romani, che con il loro progresso, figlio delle conoscenze anche altrui e sviluppando il loro acume – da non tralasciare l’evoluzione dei Greci d’Alessandria (ve ne offriamo un’ immagine), vera metropoli rivoluzionaria dell’antichità – hanno raggiunto vette forse non del tutto conosciute, perché purtroppo, soffocate dalle macerie del loro impero, crollato per più cause anche se del tutto coerenti con l’evoluzione e il maturarsi di quei tempi e di quelle religioni.

genn-19 albenga2 Immagine - Copia - Copia - Copia
Il Medioevo è stato quasi un ritorno alla barbarie, anche se qualcuno ci vede il segno del rinnovamento.

Così, oggetti meravigliosi, come appunto questi manufatti vetrosi, sopiti per secoli, sono stati riscoperti, reinventati, che dice dagli Arabi, chi dice per caso. Sta di fatto che il progresso delle civiltà, è quasi ripartito dagli albori; c’è chi pensa che, poco dopo l’anno zero, non ha avuto seguito la quasi invenzione del motore a vapore: ma gli antichi non avevano bisogno della potenza meccanica dei cavalli-vapore, avendo quella a buon mercato della spinta umana, abbondando negli innumerevoli e allora più che reperibili schiavi…

genn-19 9805 alexandria rovine romane - Copia
Ora dunque, guardando con rispetto la “modernità” degli Antichi, entriamo nei particolari di questa chicca, presente nel  Museo Civico di Ventimiglia, con le analisi della Dottoressa Daniela Gandolfi;  per gli studi che ne ha fatto, la si può considerare una sua creatura, eccone uno stralcio della descrizione più la scheda tecnica:

“Sulla superficie della coppa si nota, in trasparenza, un ictiocentauro in movimento verso destra, circondato da quattro grossi pesci guizzanti, e da quattro coppie di incavi ovaleggianti, interpretabili come bolle d'aria.

genn-19 cv 1 - Copia
Il mostro marino presenta testa diademata con volto barbato di profilo a sinistra, regge con la sinistra una coppa monoansata descritta da otto incisioni verticali sottese da altre due orizzontali e sormontata da viticci, mentre sul braccio destro, teso all'indietro, col palmo della mano aperta, si appoggia a un oggetto, identificato con un tirso avvolto da bende con un'estremità svolazzante, visibile tra il braccio e il corpo o più verosimilmente, con una bùccina appoggiata sulla spalla sinistra, da cui pende il lembo di una clamide (cfr. per esempio l'ictiocentauro con bùccina del mosaico delle Terme di Nettuno di Ostia in Becatti 1961, n. 70, pp. 48-50 tav CXXVI). All'attacco del corpo pisciforme, con coda che si avvolge due volte su se stessa, si dispone una serie continua di incavi oblunghi a formare una sorta di cintura di alghe fluttuanti o squame.
 
Le caratteristiche tecniche e lo stile della coppa di Ventimiglia hanno permesso la sua attribuzione al nucleo dei vetri incisi noto come "Lynkeus Group" o Gruppo di Linceo (VON Kaenel 1978, p. 145, fig. 12), dal mito che ricorre su una coppa decorata rinvenuta a Colonia (foto delle rovine), prodotti nell'ambito del III secolo da una o più officine sulla cui localizzazione geografica, in ambito orientale-alessandrino o renano (Colonia), non si è ancora giunti a una precisa definizione (sull'argomento cfr. da ultimo Paolucci 1987, pp. 39-42).

genn-19 praetorium - Copia
Datata dagli studi iniziali negli anni centrali del III secolo (Floriani Squarciapino 1952, pp. 67-71; anche De Tommaso 1994, pp. 120-122), la coppa di Ventimiglia è stata ora recentemente riesaminata e, in base a considerazioni di carattere tecnico e stilistico, e a confronti con pezzi analoghi, in particolare con due frammenti conservati nel museo civico di Larciano e a una coppa frammentaria da Roma decorata con figura di centauro, è stata attribuita in maniera convincente all'acme dell'attività della bottega del "Lynkeus Group", datata nella prima metà del III secolo (Paolucci 1997, pp. 127-129), di cui l'esemplare ventimigliese costituirebbe l'attestazione costiera più occidentale sinora nota.
 
… Si tratta di un ictiocentauro (= mostro partecipe della natura di un uomo nella parte superiore del corpo e di pesce nella inferiore.”
genn-19 Dionysos on a cheetah Pella Greece 
Ed ecco la scheda
 
Tipologia: coppa vitrea forma Isings 116b 
Cronologia: prima metà del III sec. d.C. 
Materiale: vetro incolore con sfumature verdastre 
Tecnica: vetro soffiato con decorazione a incisione e intaglio sulla superficie esterna del fondo 
Dimensioni (in cm): diam. orlo 19,8 cm; d. h. 4,5cm 
Descrizione: coppa decorata con figura di ictiocentauro in movimento verso destra, circondato da quattro grossi pesci guizzanti e bolle d’acqua. Pressoché totalmente ricomposta da più frammenti. 
Area di produzione: ambito renano (Colonia) 
Collezione / Ritrovamento: Raccolta Aprosiana; Albintimilium, necropoli occidentale, 28 luglio1882 
Collocazione: Sala VI Vetri e metalli 
Inventario Museo: 487 
Bibliografia: FLORIANI SQUARCIAPINO 1952, pp. 67-71; GANDOLFI 1999, pp. 229-231; GANDOLFI 2001 (Scheda Museo 1)
 
genn-19 buccina 220px-Cornicen on Trajans column - CopiaSubito alcune noticine per i più distratti: TIRSO (gr. thýrsos) – vedi foto sopra.- – è  un attributo di Dioniso e dei seguaci del suo culto, consistente in un bastone culminante con una massa avviluppata di foglie di vite o di edera a forma di pigna. Ad esso erano talora annodate anche bende di lana, che erano il simbolo della consacrazione. È stato in seguito in botanica sinonimo di pannocchia. Poi se Vi interessa, Tirso, santo martire – persecuzioni di Decio – si venera e si ricorda il 28 aprile.

BÙCCINA, era strumento a fiato costituito da un lungo tubo di ferro battuto o di ottone curvato, usato come corno con un grosso padiglione terminale; era impiegato nell’esercito romano per impartire ordini e per dare segnali. Attributo di divinità marine, guarda caso, ad esempio, i Tritoni, gli Ictiocentauri… Inizialmente, conchiglia tortile, usata come corno, in particolare da Popoli rivieraschi. 

genn-19 albintimilium1 - Copia
E qualcuno di Voi si sarà chiesto che cosa sia e che significa DIATRÈTO: dall’aggettivo latino diatretus, greco diátretos, da diá, attraverso, e titráinein, perforare, nome con cui è designato correntemente un tipo di manufatto vetroso, diffuso in età imperiale romana, con decorazione esterna consistente in un secondo strato vitreo lavorato a traforo. Talmente diffuso che se ne trovano sparsi un po’ in ogni luogo evoluto del mondo antico, nei posti che contavano del potere, sia amministrativo che socio-militare. 

Il Museo ligure, fondato nel 1937, raccoglie i reperti provenienti dagli scavi di Albintimilium, la Ventimiglia romana, condotti dal 1876 da Girolamo Rossi oltre a collezioni costituite da privati tra Otto e Novecento.

genn-19 forte - Copia
Nel 1984 ha trovato sede definitiva al piano rialzato della sabauda Fortezza dell'Annunziata, eretta dai Savoia con lavori iniziati nel 1831, su precedente sito fortificato dei Genovesi (1222), in splendida posizione panoramica sul luogo dove sorgeva il cinquecentesco convento francescano.

Oggi, dopo il riallestimento del 2002, il Museo presenta al visitatore una superficie espositiva sviluppata su 1200 mq. ed un percorso rinnovato. Complessivamente sono custoditi nelle sue vetrine circa un migliaio di reperti, frutto degli scavi nella città romana e nella Necropoli occidentale, oltre che da acquisizioni e donazioni di privati, anche stranieri, stabilitisi in questa meravigliosa Terra. 


genn-19 vetro1 DSCF0016 - Copia - Copia
Qualche nota tecnica ora sui preziosi frammenti del piatto, presenti ed esposti nel Museo Civico di Larciano (PT), reperto che, per certi versi, ci riguarda personalmente e in modo affettuoso e nostalgico: poche righe sotto Vi spiegheremo. 

“Tipologia: piatto vitreo 
Cronologia: metà del III sec. d.C. 
Materiale: vetro verde-azzurro trasparente 
genn-19 vetro2 DSCF0017 - Copia - Copia - Copia rov - CopiaTecnica: vetro soffiato con decorazione a incisione e intaglio sulla superficie esterna del fondo 
Dimensioni (in cm): largh. 2,8 – h 11,2 – sp. 0,4; largh. 2,2 – h 6 – sp. 0,4 
Descrizione: pesci guizzanti nell’acqua resa tramite trattini ovoidali obliqui. Tre frammenti di cui due contigui: parete piana, fondo piano su piede troncoconico ad anello 
Area di produzione: Alessandria (Egitto), cfr. KAENEI 1978, p.147 
Ritrovamento: Loc. San Paolo, Monsummano Terme (PT). 
Collocazione: Larciano Castello, Museo Civico Archeologico 
Inventario Museo: 188967 
Bibliografia: G. DE TOMMASO, Vetri incisi dalla Tuscia Annonaria. Note sulla produzione di vetri incisi tra III e IV secolo. ArchCl 46, 1994, pp. 261-268 
G. DE TOMMASO, Un piatto di vetro inciso conservato al museo civico di Larciano, Bullettino Storico Pistoiese, XCVI, 1994 (terza serie, XXIX), pp. 119-120. 
G. DE TOMMASO in A. PATERA, E. PIERI, M. MILANESE, Larciano. Museo e territorio. Catalogo, Roma, 1997, pp. 65-66. 
G. DE TOMMASO in (2017). G. DE TOMMASO, F. PAOLUCCI, Pretiosa Vitrea. Milano: 5 Continents Editions, p. 123, 9788874398041. 
È stato esposto alla mostra internazionale denominata “Pretiosa vitrea. L’arte vetraria antica nei musei e nelle collezioni private della Toscana” al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dal 17 ottobre 2017 al 29 gennaio 2018.” 

genn-19 Larciano San Paolo vetri 01 - Copia
Vogliamo idealmente collegarlo, questo magnifico lavoro, intanto con gli altri reperti vetrosi custoditi in Liguria; tanto ancora ci sarebbe da dire, ma è bene rammentare che il nostro è un impegno “meramente divulgativo”, dunque lasciamo gli approfondimenti agli appassionati che troveranno soddisfazione negli studi dei Competenti; noi vogliamo stimolare alle visite tutte le persone di buona volontà, gli indirizzi completi ci sono, dunque…

genn-19 Larciano San Paolo vetri 02 - Copia
Poi, avvicinarlo ai due frammenti del piatto di vetro con incisioni, rispettivamente della parte superiore di un pesce, il corpo di un altro e la coda di un terzo, poi una serie di cerchi probabilmente a indicare l’elemento liquido. L’altro frammento è di più complessa lettura con reticolo, segmenti obliqui, quel che sembra parte di un altro pesce, forse una coda?

Stessi metodi di lavorazione, probabilmente, stessi modelli, uguale provenienza dei reperti liguri. 
Ora un po’ di storia, in una manciata di righe, sulle origini dell’edificio che ospita i frammenti toscani e che storia! Da noi estrapolata dal Bullettino Storico Pistoiese, anno XCVI, terza serie – XXIX, Pistoia, Società Pistoiese di Storia Patria; grati a chi ce l’ha inviato. 


genn-19 Immagine disegno-larciano
Il Castello di Larciano è sorto più o meno sulle rovine di un insediamento fortificato etrusco ai confini con i territori liguri – è questo un altro motivo di legame con Ventimiglia – edificio noto per le cronache che l’hanno accompagnato per secoli, culminanti per possesso e gestione fino dagli inizi: parliamo del confine ecclesiastico, fra le diocesi di Lucca e Pistoia, intorno all’anno Mille, e di come Larciano fosse nel 1099, sede di un Castello ben munito e funzionale.

Ma è nel 1226 che la storia amministrativa del Feudo larcianese cambia con la vendita, documentata in più atti, dal 23 novembre al 1 dicembre a Pistoia, da parte dei proprietari, conti Marcoaldo e Aghinolfo, seguiti da Guido e Tegrimo.

È interessante e un po’ divertente il potere femminile (per l’epoca un inconsueto matriarcato?) della famiglia: i suggelli alla vendita vengono dalle donne, le contesse Adalasia, moglie di Guido; Agnesa, moglie di Aghinolfo; Beatrice, moglie di Marcoaldo; Albina, moglie di Tegrimo e la “matriarca” Gualdrada, che cedono per la somma piuttosto risicata di 6000 libbre di “buoni denari pisani” al console militum Guittoncino Sighibuldi e al console mercatorum Schiatta Pugliesi il “castello, la sua corte, il suo distretto, e la sua giurisdizione”. 

genn-19 poi castello larciano 1
Fu questo il primo atto del tentativo di espansione militare di Pistoia verso le altre terre toscane, frustrato dalle controffensive di Firenze e Lucca, culminate nel 1302 con l’occupazione di Larciano.

Ora finiamo con la noticina che ci riguarda, anche se di riflesso: i vetri del Civico Archeologico di Larciano Castello, furono trovati dal Gruppo Archeologico della Valdinievole durante una ricognizione di superficie, richiesta per l’affiorare di vari reperti su un terreno arato in profondità. Era l’autunno del 1976 e noi eravamo da poco usciti dal Gruppo Archeologico Romano, nel quale avevamo dato appassionato e incondizionato amore, sia come capo del Settore di Cerveteri e Cimino che come membro del Consiglio Direttivo e di quello Scientifico.

È utile ribadire che i pezzi di Larciano, vengono sì da quel territorio, ma da un contesto vicino, comunque identificabile con le vicende larcianesi.

In sintesi, ecco le storie gemelle dei vetri dei due Musei; ve le offriamo umilmente per i nostri limiti, e, se vorrete saperne altro, c’è una copiosa bibliografia, ansiosa di aprirsi alle Vostre curiosità; foriere di proficue visite ai due Centri, così prodighi a raccontare la loro storia. 


genn-19 cartina larciano - Copia - Copia
DOVE SI TROVANO. IL Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi si trova a Ventimiglia, Imperia,  in Via Verdi 41, tel. +39 0184 35.11.81, sito web www.marventimiglia.it, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; il Museo Civico Archeologico di Larciano Castello (PT), è situato in Piazza Castello 1,  tel. 0573 837722, sito web http://www.comune.larciano.pt.it/citta/musei/museo-civico-castello-di-larciano, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ed ora i RINGRAZIAMENTI. In ordine di partecipazione: per Larciano il Dottore Luca Benigni, U.O.S. Cultura e Pubblica Istruzione, la Dottoressa Antonella Onaritti, Istruttore Amministrativo dell’Ufficio Cultura comunale e il Curatore Onorario Dottore Roggiero Manfredini. 

Per Ventimiglia, stessa gratitudine verso il Dottore Fabio Piuma, che ci ha anche indicato il prezioso lavoro della Dottoressa Daniela Gandolfi, grazie. 
In più, come sempre, la paziente opera, insostituibile, della Prof. Patrizia Vallone, come non ricordarla? il suo lavoro, la sua dedizione, è merce preziosa.

CREDITI. Le immagini sono un gentile apporto dei due Musei, compresi i grafici. Altre sono una scelta redazionale, il disegno del titolo è di Sergio Murli.

CONCLUSIONI. Chiediamo perdono se l’esposizione Vi è parsa un po’… movimentata, come direbbero i saccenti, bustrofedica, ma saltare alternativamente su due piazze è stato per noi piuttosto faticoso a causa della vetustà incipiente. Vedremo in seguito di fare meglio, se ci sarà permesso. Buon Anno.

Condividi questo articolo

facebook