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ARCHEOCHICCA (L) - DAL PALEOLITICO AI ROMANI

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mar-18 aryballos protocorinzio cozzo michelicchio1 - Copia - Copia

LONTANO DAI MODELLI
DEL MUSEO “ANTIQUATO”
 
MUSEO CIVICO DEI BRETTII
E DEGLI ENOTRI, COSENZA
 

di Maria Cerzoso (*)
 
Egregi Lettori, abbiamo pensato a lungo all’”evento”rappresentato dalla cinquantesima puntata della nostra “archeochicca”: inizialmente avremmo voluto ricordarlo con una noticina; poi, complice la concomitante confusione – anche mentale – di un trasloco in atto e mettiamoci pure lo stato di salute non esaltante, abbiamo deciso che migliore occasione di quella capitataci non poteva giungere. 

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo uno scritto della Dottoressa Maria Cerzoso, sul Museo che appassionatamente dirige a Cosenza, Museo che molto presto potrebbe essere ospite con una delle sue “chicche” nelle nostre puntate. Vi invito ora a leggere con l’interesse che merita, questo inno alle magnificenze di un Complesso, pensiamo secondo a nessuno, e presentato con l’amore e l’entusiasmo di chi profondamente rispetta, con tutta se stessa, il compito che svolge, senza tralasciare nulla, minimizzando i Suoi affanni e le Sue difficoltà. (s.m.)
 
mar-18 sala Torre Mordillo1 - Copia - Copia 
Il Museo civico dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, ubicato nel cinquecentesco complesso monumentale di S. Agostino, è costituito da una vasta collezione archeologica, proveniente dalla città e da località diverse della sua provincia, che abbraccia un ampio arco cronologico: dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte di Cirella, sino all’oinophoros di età romano imperiale (III secolo d.C.) proveniente da Cosenza.

mar-18 Ceramica a figure rosse da Caccia di Favella1 - Copia
La sua natura e composizione permette di rispondere ad un’esigenza oggi di particolare attualità in Calabria, quella di una riscoperta, nell’ambito di un’approfondita identità culturale calabrese, della componente indigena pre-ellenica e poi anellenica, gli Enotri e i Brettii, le cui civiltà, in essa rappresentate, sono molto ben documentate nel territorio dell’attuale provincia di Cosenza.

La collezione museale si è formata nel corso di diversi anni, ma ha il suo nucleo originario nei reperti provenienti dalla Sibaritide durante la campagna di scavo effettuata nel 1888 tesa all’individuazione dell’antica colonia magnogreca di Sybaris.

mar-18 Ceramica a vernice nera dalla necropoli di C.da Moio Cosenza - IV-III sec.a C1 - Copia
Il nucleo più rappresentativo è composto dai corredi di una vasta necropoli da Torre Mordillo (Spezzano Albanese), relativa ad un centro di età protostorica prospiciente la piana di Sibari, la cui attività venne interrotta dall’arrivo dei coloni greci. I corredi sono costituiti da contenitori in ceramica di varie forme e grandezze (scodelle, tazze, olle, askoi, vasi), da numerosi oggetti bronzei (fibule, rasoi, dischi, monili, asce, punte di lancia, coltelli), ma, fra tanti oggetti, meritano una menzione particolare, sia per la fattura che per il loro significato, una fibula in bronzo ad arco di violino, una spada con fodero in bronzo, un cinturone con decorazione a meandro rettangolare.

mar-18 Corredo della Tomba 78 di Torre  del Mordillo CS1 - Copia
Di particolare interesse, inoltre, un piccolo recipiente in ceramica datato nel corso della prima metà dell’VIII secolo a.C.: si tratta di uno skyphos medio-geometrico di fabbrica cicladica, la cui presenza testimonia l’esistenza di rapporti fra ambienti greci e le coste della Calabria ancora prima della fondazione di Sybaris, quando l’arrivo dei coloni greci interrompe bruscamente l’attività relativa al centro di età protostorica di Torre del Mordillo.

Al periodo coloniale fanno invece riferimento altri importanti reperti rinvenuti nel comune di Corigliano Calabro, in località Cozzo Michelicchio e Caccia di Favella. Nella prima la microceramica votiva greco-arcaica di fabbrica corinzia, trovata insieme a statuine femminili in terracotta databili al VII secolo a.C., accanto ad alcuni frammenti architettonici in terracotta decorata, testimonia in modo inequivocabile l’esistenza di un vero e proprio edificio con una specifica destinazione sacra, un luogo di culto extra-urbano - forse dedicato ad una divinità femminile - considerato uno tra i più antichi dell’area sibarita, forse con funzione di punto d’incontro fra Greci ed indigeni.

mar-18 Lucerne romane da Cerchiara di Calabria1 - Copia
Dalla seconda, area già nota da rinvenimenti del passato, provengono i pochi reperti ceramici a figure rosse conservati nella collezione civica, e che ci consentono di confermarne l’attribuzione ad un’area funeraria, probabilmente pertinente a fattorie sparse o a piccoli insediamenti dipendenti economicamente dalla colonia panellenica di Thurii, il cui uso dalla seconda metà del IV secolo a.C. si protrae fino agli inizi del III secolo a.C. 

All’età ellenistica e romana risalgono i reperti provenienti dalla città di Cosenza, eletta metropoli nel 356 a.C. dalla Confederazione dei Brettii prima, colonia romana poi, i cui resti archeologici sono attualmente visibili in diverse aree del Centro Storico della città, in cui il Museo con le sue collezioni si pone in collegamento diretto, con l’obiettivo di valorizzare un intero contesto territoriale. 
mar-18 Lucerne romane da Cerchiara di calabria21 - Copia


Al secondo piano del Complesso monumentale è esposta inoltre una sezione dedicata al Risorgimento, realizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, in cui sono esposti documenti e cimeli risalenti al XIX secolo, tra cui l’atto di morte dei fratelli Bandiera e il primo Tricolore cittadino, protagonista dei moti del '44.

Per la sua apertura al pubblico nella nuova sede del Complesso monumentale di S. Agostino, avvenuta il 17 ottobre 2009, è stata usata molta cura nell’allestimento della collezione, nel quale, con l’intento di rivolgersi ad un pubblico sempre più vasto, si è posto l’accento sulla comunicazione e sullo sforzo di rendere semplice e accattivante la fruizione. Ciò ad iniziare da una grafica appropriata, con la realizzazione di un logo in cui si fa uso di colori associati ad immagini-guida per distinguere ogni periodo storico e che conduce il visitatore – attraverso le singole sale in cui l’esposizione dei reperti è organizzata in ordine cronologico ma si dà contestualmente risalto alla provenienza degli stessi ed alle differenze dei territori -  in un percorso di scoperta, rappresentando nella sua interezza l’unicità e la complessità del percorso museale.
mar-18 Statuetta da Cozzo Michelicchio1 - Copia

Inoltre la semplificazione delle didascalie e dei pannelli didattici attraverso la trasformazione di termini tecnici in parole d’uso corrente, le animazioni realizzate con prodotti multimediali (un video proiettato sul pavimento - in cui viene rappresentata una tomba bisoma dell’Età del Ferro nella sua fase di deposizione, di scavo e di musealizzazione del corredo – e un totem con ricostruzioni in 3D di alcuni reperti), permettono una corretta e facile leggibilità dei contenuti ad ogni livello di pubblico, rendendo il tutto gradevole da vedere e quindi più immediato ed efficace.  

Tutte queste cose insieme contribuiscono a creare la vera novità rappresentata da questo Museo, e cioè quella di essere un luogo accogliente, lontano dagli schemi e dai prototipi di museo “polveroso” cui si è abituati.

mar-18 Vaso configurato a forma di topo da caccia di Favella Corigliano Cal.1 - Copia
Nonostante i secoli di storia che esso racconta, vi si respira un’aria giovane, creata non solo dal contesto colorato e dai supporti didattici moderni, ma dalle tante attività che in esso hanno luogo, spinti dall’idea di fondo che esso possa rispondere pienamente alla sua missione educativa solo se si pone in costante dialogo con il territorio. Tante le attività didattiche che in esso si svolgono, dalle visite guidate ai laboratori didattici di approfondimento (simulazione di scavo archeologico, giochi virtuali interattivi, ecc.), anche personalizzati, ma anche diversi eventi culturali (concerti, convegni, presentazioni di libri, ecc.), perché esso possa essere sempre più un punto di riferimento costante per il territorio per il suo dinamismo culturale che supera ogni pregiudizio di un museo come “stantio” contenitore di oggetti. 
mar-18 san agostino - 181 - Copia


Da qualche anno il Museo ha ampliato i propri servizi aprendo le porte ad organizzazioni private.  La società Museion srl gestisce i servizi aggiuntivi del Museo, mettendo a disposizione personale qualificato per le visite guidate, nonché le strumentazioni e i laboratori didattici per trasformare l’incontro con la struttura museale in un’efficace esperienza di conoscenza e di avvicinamento con il mondo antico e le specificità culturali del territorio calabrese e della città di Cosenza in particolare. 

Dignità del Lavoro cooperativa sociale, invece, si occupa del bookshop, tramite cui offre un ampio catalogo di testi e numerosi oggetti realizzati appositamente per il Museo e per i suoi visitatori.
Museion srl gestisce anche della caffetteria del Museo.
 
(*) Direttore Museo dei Brettii e degli Enotri
 
Per saperne di più:
Twitter: @museobrettiics 
Instagram: MuseodeiBrettiiedegliEnotri
 
Per informazioni: tel. 0984/23303 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
 
Le immagini sono una gentile concessione della Struttura museale cosentina e vengono collocate nel testo senza seguire alcun ordine cronologico.             

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