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ARCHEOCHICCA (XLIII) - I LIGURI IN ETRURIA

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IL SOLDATO E LA SPOSA 

ETRUSCHI E MINERALI

SEZIONE ARCHEOLOGICA COMUNALE
DEL "MUSEO DELLA MEMORIA"
DI BORGO A MOZZANO (LUCCA)


di Sergio Murli
 
A differenza di molte altre volte, questa è un storia semplice, fatta di piccole cose. Nasce un po’ di anni fa per l’idea magnifica di chi ha voluto vederci più chiaro nel concetto dei Liguri in Etruria (o in una terra “senza nome”), fatta di freschi corsi d’acqua, solenni monti rigonfi di vegetazione, grandi boschi e, che non guasta, facilmente difendibile; tanto che anche dopo, all’epoca dei Romani, questi sono sì penetrati nel territorio, ma contrastati dai bellicosi Liguri, hanno un po’ lasciato fare (lasciato perdere?), perché i “bellicosi” erano anche particolarmente motivati e per niente favorevoli ad una romanizzazione piuttosto “antipatica”, almeno per loro.

Vi sarete accorti, cari Lettori accaldati, che non abbiamo ancora parlato di Etruschi (in Etruria?) già, ma questa che storicamente, guardando mappe antiche è considerata terra etrusca, allora era per… scelta zona utile ai Liguri, che, scesi verso sud, hanno visto questo giardino verde, sì incolto, ma quasi un eden ai loro occhi abituati alle dure coste dalle quali provenivano. Perciò intendiamo, umilmente, tentare di capire qualcosa di più su questo matrimonio di convenienza tra le poco raffinate – non abbiamo scritto rozze, giammai – tribù montane e le genti dagli occhi un po’ a mandorla, come le vediamo negli affreschi di Tarquinia, retaggio di origini in parte mediorientali, come sembrerebbe provato ormai da più studi. 

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Dunque, osservando attentamente una carta archeologica della zona, si scopre con sorpresa che in quel periodo, circa VI sec. a.C., i Liguri occupavano parte di quella che, appunto, storicamente viene tranquillamente considerata Etruria, ma come? Sulla cartina, città dal nome conosciuto Pisae (l’antichissima, primordiale Pisa) e oltre, comunque tutta l’area intorno alla foce dell’Arnus (Arno) per svariati chilometri erano liguri e senza smentite serie; e c’è di più, sembrerebbe proprio che i nostri Liguri, visto che ormai siamo in confidenza, avessero occupato anche quasi tutta la Corsica e un lembo non indifferente della Sardegna! Pensiamo di essere più chiari, offrendoVi, appunto, una cartina parziale dell’Italia Antica nel periodo che ci interessa. La troverete evidenziata in verde.

Come vedete, Lucca manca; non si poteva considerare una entità urbana prima dell’arrivo dei Liguri, forse un semplice, piccolo agglomerato senza identità, poi fu Luca… I tempi sarebbero radicalmente cambiati con la penetrazione romana: fu eretta a colonia latina, secondo la tradizione, nel 177 a.C. assieme a Luni. Divenne sempre più importante, tanto da essere scelta nel 56 a. C. come sede del convegno tra Cesare, Pompeo e Crasso, nel quale fu riconfermato il primo triunvirato.

Perciò, grazie a chi ha “visto” un futuro nella raccolta comunale, nata per allietare e deliziare scolaresche, felici per la tregua ai banchi delle aule; ora abbiamo una magnifica sezione, foriera di crescere e completarsi nel "Museo della Memoria". 

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Qui troveremo anche una interessante serie di minerali, formata, pensate un po’, chiedendo a chi andava in viaggio per il mondo di raccogliere pietre, magnifiche pietre, per sorprendere al ritorno quelli rimasti a casa e farsi invidiare i bei momenti passati in viaggio. Bene, ne è venuta fuori una bella collezione collettiva. 

Intanto, le origini dei Liguri; premesso che sembra ormai sicuro il loro iniziale stanziamento nella regione tra Marsiglia e Luni, lungo l’Appennino settentrionale e su entrambi i versanti delle Alpi Occidentali, in principio il territorio era molto più vasto ma perse via via zone a vantaggio di Celti e alcuni Popoli italici. Dei Liguri stentiamo a saperne della civiltà e della lingua; parecchio conosciamo del loro carattere… rabbioso e ardito, sia sul mare che nei movimenti di terra.

Litigiosi al massimo, non riuscirono mai a costituire tra le varie tribù e genti uno straccio di unità politica durevole; eppure, le loro stirpi si chiamavano Salluvi, Oxivi, Ingauni e Apuani e si fecero conoscere bene: il primo scontro con i Romani, durò ben tre anni e si concluse con un “rognoso” assoggettamento. Non finì lì, alleatisi con i Cartaginesi nel 205 a.C., i Liguri furono praticamente domati soltanto nel 181 e deportati nel Sannio; verrebbe da dire ancora che non finì lì, perché diedero vita ad altri scontri, scaramucce e combattimenti che, per i Romani erano ovviamente poca cosa. Chissà quanto di ligure restò nel sangue, prima dei Sanniti, poi dei novelli Abruzzesi, ammirevoli razze che, come si dice ora, non l’hanno mai mandato a dire… 

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È interessante notare che una vera e propria sovrapposizione non c’è mai stata tra Liguri e Etruschi, troppo diversi i loro stili di vita, e dunque le loro zone di influenza; unico contatto, evidenziato anche dai reperti frantumati del vasellame presenti sul terreno, i loro rapporti commerciali. 

Prima di parlare della Chicca, che resta il corredo funebre del guerriero ligure e della sua sposa, lasciamo la parola autorevole allo Studioso, quello sempre con la S maiuscola: Guglielmo Lera “Testimonianze di antiche civiltà nella Media Valle del Serchio”; quaderno n.2 della Rivista di Archeologia Storia Economia e Costume, stampato a cura del Comune di Borgo a Mozzano; documentazione fotografica fornita da “La Provincia di Lucca” e dal Centro Studi Agricoli di Borgo a Mozzano.  Tipografia “Amaducci” di Luca e Giuseppe Basili, 30 IV 1975, Borgo a Mozzano. 

La disposizione a terrazza o su vene delle frazioni del Borgo a Mozzano e le caratteristiche naturali delle zone limitrofe comprese fa la Turrite di Gallicano e la Pedogna fecero talora pensare a una millenaria presenza dell'uomo in questi luoghi. L'incontro del Serchio con la Lima, le strette del Borgo, i numerosi nomi di origine latina e forse anche più antica di località e paesi,la notizia che nei secoli XII e XIII fiorivano un po’ dovunque tra il Bargiglio e la Rocca centri abitati e castelli, sempre avvalorarono tale ipotesi. Ma in particolare l‘esistenza di un ponte documentata da una tradizione di otto secoli, e la convergenza su di esso di strade provenienti dagli Appennini, dalle Apuane, dalle Pizzorne favorirono il convincimento che molte grotte e terreni serbassero intatte le memorie dei primi abitanti.

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… Sul versante della Versilia ricerche condotte da vario tempo hanno rilevato la presenza di stazioni preistoriche ed archeologiche … mentre una discreta serie di tombe a cassetta documentava da tempo la presenza di tribù liguri ad Albereta (Montefegatesi), a Margeglio (Tereglio), a  Renaio e Val di Vaiana (Barga)… 

Un grosso anello punteggiato da scoperte di stazioni che andavano dal paleolitico medio all’invasione romana si chiudeva così intorno ai comuni di Borgo a Mozzano, Pescaglia, Fabbriche di Vallico e Gallicano … Il primo sospetto che il comune del Borgo a Mozzano meritasse sotto il profilo archeologico attenta considerazione si ebbe nel 1965, quando in un campo della Rocca, in seguito alla notizia d'una casuale scoperta di rozzi vasi e di ceramica campana, fu rinvenuta una piattaforma di m. 2x2 in argilla pressata, con sopra tracce di carbone e intorno semi, parti di vasi, un macinello e un frammento di macina. … 

A distanza di alcuni anni, lungo la costa che, a m. 900 di altitudine, dalle Foci di Gallo conduce a Foce di Sella (com. di Pescaglia), l'apertura di una strada svelò in più punti la presenza di abbondante materiale fittile. 
… 
L‘esemplare più antico era il bicchiere di fattura e decorazione subappenninica; le anfore, di tipo greco—italico recente, sono databili al secondo secolo a. C.; gli altri vasi, tutti lavorati a mano, rientrano nell'orizzonte culturale dei Liguri Apuani del III-II sec. a C.

… La sera del 5 luglio 1974, dietro la chiesa del Pian della Rocca, all'estremità del prato un tempo lambito dal Serchio, uno dei cercamine occupato nei lavori del costruendo impianto del metanodotto, a cm 40 di profondità individuò una tomba ligure priva di lastra di copertura. La mattina seguente, all‘interno di una cassetta rettangolare formata da cinque solide lastre di pietra affiorò, purtroppo in frantumi, un grosso cineraio contenente ossa combuste e ciò che rimaneva della ciotola di copertura.

A una certa distanza dal vaso, con l'immanicatura rivolta in alto, stava conficcata tra le pietre d’angolo una lancia di ferro corrosa dalla ruggine. Via via che la terra veniva rimossa dalle pazienti e ansiose mani che lavoravano al recupero, affioravano nuove forme che lentamente si svelavano appartenenti al corredo di un guerriero e forse della sua sposa. Terminato il recupero di tutti i reperti, comprese le lastre che formavano la cassetta, nonostante una sistematica esplorazione dell’area circostante, non si ebbero ulteriori rinvenimenti. Può darsi però che altre tombe nel passato siano state sconvolte, perché gli abitanti del luogo ricordano di aver visto numerose lastre del tipo di quelle descritte. Si sarebbe trattato quindi non di una tomba isolata, ma di una zona cimiteriale.

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… Nell'autunno 1974, dalla grotta della Paura di Gioviano situata in località Sérita,… altri interessanti reperti vennero riportati in luce.

… Il primo strato conteneva pochi resti di fauna e frammenti fittili etruschi e liguri databili al IV-III sec, a. C., fra cui le parti di una olla etrusca piuttosto grande. Il secondo strato, distinto in due livelli uguali per colore ma di diversa compattezza, restituiva nel taglio superiore vasellame domestico frammentario del VI-V sec. a. C. … attribuibile agli Etruschi e, in parte minore, ai Liguri … 

Sembra probabile che in un periodo compreso tra il VII e il III sec. a. C. la grotta sia stata frequentata da tribù in diretto contatto con gli Etruschi, servendo ora come riparo ora come sepoltura.
… 
Tracce di scavi recenti, dovuti forse ai gruppi di speleologi che qui convengono da varie città, affioravano qua e là e con essi frammenti di ceramica. I sondaggi di accertamento, oltre che materiale fittile di notevole importanza, svelarono agli occhi degli scopritori alcuni bronzetti antropomorfi, che spinsero a chiedere l'immediato intervento del Dipartimento di storia naturale dell'uomo (Università di Pisa), i cui responsabili hanno proseguito le ricerche e preceduto all'esame del materiale raccolto.
… 
Alla luce degli studi più recenti pubblicati sui Liguri, consideriamo ora le caratteristiche di località (e potremmo elencarne altre ancora) che sembrano convalidare ipotesi già da tempo espresse: Oneta e Cune per il comune del Borgo a Mozzano, Pescaglia e Convalle per il comune di Pescaglia, Vallico Sopra e Vallico Sotto per il comune di Fabbriche di Vallico … 
Queste case incassate nel monte ricordano le primitive abitazioni dei Liguri che adattarono a dimora i ripari di roccia, aggiungendovi pareti e tetti. e che nei tempi più antichi vivevano nelle caverne come ci dice la tradizione.

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Sulle montagne che sovrastano i paesi presi in esame ci sono ancora numerose localita chiamate debbi; nell'indagine fatta a questo proposito si è appurato che l’uso ligure è stato seguito fino all'inizio del secolo. 
… La consuetudine sopravvive pure a Ventriano nel comune di Pescaglia. Questa continuità di usanze e di mentalità offre la prova della limitata influenza della civiltà etrusca e romana le quali, anche se ebbero rilevanza nei fondovalle, non poterono mai sostituirsi del tutto alla tenace tradizione ligure…
 
Con questo non si vuole negare l'importanza dell’influenza etrusca testimoniata nelle grotte di Gioviano e di Cascaltendine che offrono una ricca documentazione sui rapporti che le tribù liguri ebbero con gli abitanti della Toscana loro vicini.

… Possiamo quindi dire che la penetrazione commerciale e forse anche politica dei colti confinanti, fino al IV sec. a. C. fu assidua e tale da imporre riti e metodi di sepoltura del tutto nuovi, oltre che l’uso di oggetti raffinati e artisticamente pregevoli. Tale processo di culturalizzazione subito dal Liguri, può essere anche stato provocato dalla stanziamento di famiglie etrusche provenienti dal sud in un periodo in cui questo popolo raggiunse la massima potenza di espansione (Livio ci dice chiaramente che pure lungo la costa l'avanzata etrusca fu notevole: Luni infatti «Aetruscorum antequam Ligurum fuerat») 
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… È facile quindi pensare a contatti frequenti fra gli Etruschi che abitavano lungo la costa, l’Arno ed il Serchio, e le popolazioni liguri delle vicine montagne.
 … Molte sono invece le tracce lasciate dai Liguri che abitarono la media valle del Serchio nel III - II sec. a C. Anche senza dilungarci sui toponimi preindoeuropei. …

A questo punto ci sembra d'obbligo affrontare la questione se, oltre alle loro necropoli, si abbiano altre tracce della permanenza dei Liguri nella zona o seppure sia possibile anch'oggi, a distanza di tanti secoli, localizzare la sede di Castellieri e di centri abitati.

… La paurosa frammentazione di vasi e di anfore di forme e capacità diverse, frammista ovunque a carbone, confermerebbe inoltre l'ipotesi che questo sia stato uno dei caposaldi liguri contro la penetrazione romana dei primi decenni del II sec. a. C. e che i legionari, una volta arrivati dopo la vittoria del console Q. Petillio al monte Leto in Versilia (Livio, XXXXI, 18), nulla abbiano risparmiato del villaggio.

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… La penetrazione romana, avvenuta in maniera violenta in tutta la zona apuano-appenninica ai primi del II sec. a. C., dopo una strenua resistenza coronata anche da temporanei successi, si concluse con la deportazione nel Sannio e nell’lrpinia di moltissime famiglie liguri.
 
Tale esodo forzato, benché di notevole entità, non deve aver lasciato spopolata la regione, anzi si ritiene che la popolazione originaria sia stata ancora tanto numerosa e tenace da costringere i conquistatori a rinunziare alla centuriazione del territorio (nel quale vennero però dedotte alcune colonie) e da permettere la sopravvivenza di usi e tradizioni (es. debbi e compascua) oltre la fine della potenza romana.
 
Qui di seguito un elenco fatalmente parziale degli oggetti dei due corredi che vedrete esposti nella sezione archeologica  comunale del "Museo della Memoria", elenco stilato sempre grazie alla ricerca dello studio pubblicato sopra. 
 
— urna cineraria in terracotta rossa lavorata a mano; 
— ciotola coperchio di tipo campano verniciata in nero iridescente;
 — kylix campana in ceramica nero-lucida molto fine;
— fusaiola in cotto; 
lug-17 lancia WP 20170702 09 20 02 Pro— fibula grande in bronzo;
— quattro assi di bronzo di età repubblicana;
— punta di giavellotto in ferro;
— lancia in ferro di medie dimensioni contorta;
— lama di coltello (o di pugnale) in ferro;
— fibula in ferro ad arco (?); 
— altri frammenti di ferro;
— targa in ferro su cui posava l'ossuario (forse la rivestitura centrale dello scudo?); 
— lancia in ferro con la punta piegata secondo il rito;
—urna cineraria in terracotta grezza, lavorata a mano;
— ciotola coperchio di tipo campano di colore viola;
— frammento di orlo di piocolo vaso rinvenuto tra le ceneri;
— ariballo piriforme;
— fibula piccola in bronzo, in sei frammenti e incompleta;
— vaso rituale in terracotta grezza;
— fibula di media grandezza in bronzo;
— due assi di bronzo di età repubblicana.
 
C’è naturalmente molto altro in questo interessante scritto che potrete leggere per esteso rivolgendoVi al Comune. 
Noi possiamo soltanto pubblicare le illustrazioni del corredo funebre ed altre cose altamente esplicative del vasellame restaurato e recuparato un po’ovunque a testimoniare che qui i Liguri c’erano, magnificamente vitali e presenti. 

Il nostro omaggio, umilmente, si limita ad un disegno, quello del titolo; come dicono le didascalie di alcune confezioni: le illustrazioni hanno il solo scopo di presentare il prodotto.

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Ora la chicca, ma credete, è la fatica maggiore; nulla si sa sulla vita e la storia di questa coppia di sposi, speriamo per tutta la simpatia che nutriamo verso questi coniugi, che la sua esistenza sia stata gradevole e piena di soddisfazioni; la loro fine sia stata dolce, confortata da una magnifica prole che ha continuato il loro cammino nei secoli radiosi, la gestazione di una storia che ha forgiato infine come risultato la nostra Penisola, che vediamo davanti ai nostri occhi.

Alcune armi ed oggetti sono del guerriero, alcuni ornamenti sicuramente femminili della sposa. Come ben sapete i corpi sono stati cremati e danni da questo ed altri processi sono venuti anche ai monili che li accompagnavano, aggiungete che questi resti, compresi quelli umani, hanno subito per varie cause una severa dispersione nel terreno; e dunque è quasi un miracolo il loro recupero a testimoniare una storia ed una unione che ha travalicato millenni e secoli. 
 
Da non dimenticare una preziosa documentazione sulla via Clodia del settore locale. Via Clodia che, partendo da Roma, attraversava l’Italia verso nord passando da qui. Andava doverosamente ricordata.
 
RINGRAZIAMENTI. Un caloroso ringraziamento al Dottor Piergiorgio Pieroni, Responsabile della struttura, per il Suo raro apporto e per lo zelo con i quali ha esaudito velocemente le nostre richieste di scritti e immagini, permettendo, di fatto, la stesura di questo ricordo dei Coniugi, legittimo omaggio verso coloro che, superando ogni danno e guasto dei millenni, hanno avuto la costanza di offrirsi a noi moderni come portavoce degli orgogliosi Liguri. 
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DOVE SI TROVA. Il Museo della Memoria di Borgo a Mozzano (Lucca) si trova in Piazza Marconi 6, telefono: 0583 820472 (ufficio cultura Comune); 0583 888881 (Pro Loco), e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , sito web http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=153768&;pagename=57.  Apertura ordinaria martedì pomeriggio e giovedì mattina, negli altri giorni su richiesta telefonando alla Pro Loco. L’ingresso è gratuito, non vi sono ostacoli e barriere per i disabili.
 
CREDITI. Le immagini del recupero e delle suppellettili dei Coniugi, sono una gentile concessione della Struttura museale, esclusi pochi apporti che sono una scelta redazionale, come la cartina e il disegno del titolo, che è di Sergio Murli.
 
Ora grazie, cari sudati Lettori, per la pazienza ancora una volta dimostrataci e, se vi capita, passate da quelle parti, i Coniugi liguri meritano una visita, oltre al resto. Non dimenticate che, come gli altri che l'hanno preceduto, questo è un articolo di carattere semplicemente divulgativo.
 
Ciao al prossimo settembre, se Dio vorrà.

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