La lotta ai tumori epatici
Gli oncologi ripongono moltissima fiducia nei farmaci biologici
Gli oncologi riuniti per la 13esima riunione presso Fondazione IRCCS Istituto nazionale tumori di Milano, ripongono molta fiducia nei farmaci biologici contro i tumori gastrointestinali. Nel corso dei lavori sono stati presentati gli avanzamenti degli studi clinici riguardanti i tumori allo stomaco, al fegato, alle vie biliari, al pancreas e al colon-retto. “Gran parte degli studi discussi - ha dichiarato il professor Emilio Bajetta - sono spontanei, derivano cioè, dall’iniziativa del clinico. Ciò significa che la ricerca nasce e si sviluppa nell’attività clinica quotidiana e nel contatto diretto con i pazienti e non risponde a puri fini economici, ma vuole dare risposte scientifiche concrete ed eticamente corrette”.
Tra gli altri, sono stati presentati i risultati nell’utilizzo del cetuximab, in associazione con terapie tradizionali, che ha consentito di rendere operabili tumori al fegato caratterizzati da vaste metastasi, in precedenza non trattabili chirurgicamente. “Lo sviluppo della diagnostica molecolare - ha concluso Bajetta - da un lato ci ha fatto capire che esistono diverse categorie di tumori che riguardano un determinato organo e che quindi vanno curati in modo differenziato, nello stesso tempo, però, come nel caso del cetuximab, i farmaci innovativi possono essere utilizzati, per così dire, trasversalmente su diversi tipi di tumore”.
Flora Bordi
Gli oncologi riuniti per la 13esima riunione presso Fondazione IRCCS Istituto nazionale tumori di Milano, ripongono molta fiducia nei farmaci biologici contro i tumori gastrointestinali. Nel corso dei lavori sono stati presentati gli avanzamenti degli studi clinici riguardanti i tumori allo stomaco, al fegato, alle vie biliari, al pancreas e al colon-retto. “Gran parte degli studi discussi - ha dichiarato il professor Emilio Bajetta - sono spontanei, derivano cioè, dall’iniziativa del clinico. Ciò significa che la ricerca nasce e si sviluppa nell’attività clinica quotidiana e nel contatto diretto con i pazienti e non risponde a puri fini economici, ma vuole dare risposte scientifiche concrete ed eticamente corrette”.
Tra gli altri, sono stati presentati i risultati nell’utilizzo del cetuximab, in associazione con terapie tradizionali, che ha consentito di rendere operabili tumori al fegato caratterizzati da vaste metastasi, in precedenza non trattabili chirurgicamente. “Lo sviluppo della diagnostica molecolare - ha concluso Bajetta - da un lato ci ha fatto capire che esistono diverse categorie di tumori che riguardano un determinato organo e che quindi vanno curati in modo differenziato, nello stesso tempo, però, come nel caso del cetuximab, i farmaci innovativi possono essere utilizzati, per così dire, trasversalmente su diversi tipi di tumore”.
Flora Bordi
