| Bullismo proviamo a parlare coi figli |
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| Domenica 05 Aprile 2009 22:15 |
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Immaginiamo tre bulletti (una volta avremmo detto “di periferia”) che per farsi belli davanti alle ragazzine della loro scuola, danno fuoco ad un barbone. Bravi, impavidi, si sa il gruppo rende forti. Loro tre sono fieri, e riprendono anche la scena con il cellulare.
Le fanciulle ridono e pensano che quei ragazzi sono proprio fichi. Apriamo il giornale e leggiamo che un ubriaco, drogato, senza patente, guidando a tutta velocità ha ucciso due persone nel centro città. Guardiamo i telegiornali e apprendiamo che un giovane, insospettabile e benestante ha malmenato e violentato la sua ex ragazza che, non voleva più saperne di lui. Ascoltando la radio sentiamo di un giovane tossico (anzi ex) trovato morto, causa overdose, nei bagni dell’ufficio dove lavorava. Una donna viene violentata in pieno giorno, in uno dei luoghi più frequentati della città e nessuno fa niente o forse non si accorge di nulla. Una giovane cubista, viene trovata seminuda, seviziata, non molto lontano dalla discoteca nella quale lavorava e nessuno sembra essersi accorto di nulla. Una impiegata viene stuprata dal proprio datore di lavoro, ma nessuno ha visto niente. E se l’ubriaco al volante, il giovane violentatore, il tossico, molti anni prima, quando erano bambini, per mettersi in mostra avessero dato fuoco ai capelli di un loro compagno? E se la colf, la giovane cubista, e l’impiegata, da adolescenti assistendo a qualche bravata dei bulletti dell’epoca, avessero riso senza fare nulla per il poverino costretto a subire le angherie? Se vogliamo un futuro diverso, impariamo fin da piccoli a rispettare i più deboli, a condannare e disprezzare gli spavaldi forti solo del branco. Se vogliamo che nessuno ci faccia del male cominciamo a crescere i nostri figli facendogli capire cosa è male e cosa è bene. Se vengono puniti dall’insegnante perché se lo meritano, raddoppiamo la punizione senza precipitarci a denunciare l’insegnante. Se usano il cellulare in classe nonostante sia vietato, togliamoglielo invece di comprargliene uno migliore. Smettiamola di pensare che le brutte cose capitino solo agli altri. Si ubriacano a 10 anni, siamo sicuri che noi genitori non c’entriamo nulla? Quando fumano a 12 anni, davvero noi abbiamo fatto del nostro meglio? Si drogano a 14 anni, e non può essere solo colpa dello spacciatore di turno. Se poi a 18 anni ci ritroviamo un figlio alcolizzato, drogato e violento, potrebbe essere troppo tardi per aiutarlo, sempre che ci arrivi a compiere i 18 anni. Sappiamo bene che il lavoro è duro e mantenere una famiglia oggi è veramente difficile, ma anche se siamo stanchi, ascoltiamo i nostri figli e compriamogli meno videogiochi. Forse allora, non avendo nulla da fare saranno costretti a parlare con noi e noi a parlare con loro. Fabrizio Falciani |



