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SERGIO (1936 - 2021)

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 di Patrizia Vallone

In tutti questi anni di città mese è spesso capitato di dover salutare persone care che ci hanno lasciato per sempre. Ci siamo accomiatati con dolore, ricordandoli con affetto a chi rimaneva.

Ma salutare il proprio marito e compagno di vita, di avventure e di lavoro, per me  è estremamente penoso: ho impiegato un anno a scrivere queste poche righe che seguono per ricordarlo .

Sergio Murli era nato a Roma a pochi passi da S. Pietro nel 1936, e nella Basilica era stato battezzato. Di questo era particolarmente orgoglioso. Prima della guerra la sua famiglia si era trasferita a Piazza Bologna, zona a cui è rimasto legato per tutta la vita.

Purtroppo il periodo del dopoguerra è stato difficile per tutte le famiglie e fu necessario per Sergio cominciare a lavorare giovanissimo, interrompendo gli studi, poi ripresi e completati in età adulta. Era stato assunto dalla casa editrice Tumminelli, che all’epoca stampava l’Enciclopedia Treccani e altre pubblicazioni importanti. In seguito è approdato all’Espresso e poi alla Repubblica.

Fin da bambino Sergio ha avuto un grande amore per il passato, la storia e l’archeologia. In gioventù ha frequentato assiduamente il Gruppo Archeologico Romano, diventandone uno dei principali animatori. Dirigeva un gruppo di un centinaio di giovani aspiranti archeologi e, nella sua carriera di archeologo dilettante, ha scavato 27 tombe etrusche, facilitando il lavoro della Sprintendenza.

Un altro amore di Sergio è stata la S.S. Lazio, intesa come una delle più grandi polisportive del mondo e non solo come squadra di calcio. Anche qui viene fuori la passione dello storico; infatti nel corso degli anni ha compilato la storia di quasi tutte le sezioni della Polisportiva, raccogliendo fotografie e documenti rari in una quindicina di faldoni.

Iniziando a lavorare giovanissimo, Sergio è andato in pensione altrettanto giovane. È stato così che, insieme ad alcuni colleghi di Repubblica, ha fondato questa testata nel 1991, che usciva inizialmente su carta a cadenza mensile e poi, dal 2012 online. È stato grazie, o per colpa, del giornalismo che ci siamo incontrati nel 2003 ad una conferenza stampa.

Nonostante l’incedere degli anni, Sergio è rimasto sempre attivo e curioso. Ha lavorato, letto, scritto e studiato finché la salute glielo ha concesso. Per continuare a coltivare il suo interesse per l’archeologia, seppur a distanza,  aveva creato la sua rubrica mensile “archeochicca”, in cui analizzava un pezzo particolare di un museo italiano.

Tutti gli altri sono ricordi privati.

Ciao Sergio, riposa sereno. Sarai sempre con me.

SERGIO MURLI (Roma, 11 gennaio 1936 – 9 ottobre 2021)

Nella foto Sergio nel luglio 2020 nel sito archeologico di Alba Fugens

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