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CIRCO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Riteniamo doveroso e nobile riportare il testo inviatoci sulla triste situazione attuale dei rappresentanti e dei componenti dell’Ente Nazionale Circhi e, in particolare, di chi più di ogni altro, subisce, impotente, la gravissima crisi del settore: gli animali. Con un abbraccio affettuoso all’amico e Presidente Antonio Buccioni. (S.M.)
 

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Fra circostanza, solidarietà, speranza e tanta voglia di ripresa. Il circo italiano vive l'emergenza coronavirus con un impatto devastante e drammatico, superiore agli altri settori dello spettacolo, perché i complessi si sono trovati improvvisamente bloccati nel bel mezzo delle loro tournée, quindi sulle piazze di piccoli e grandi Comuni e senza più incassi, hanno dovuto fronteggiare il problema degli approvvigionamenti sia per il personale che per gli animali al seguito.  

Nonostante questo, la comunità viaggiante ha deciso di compiere due gesti mirati alla solidarietà e alla sensibilizzazione verso il contenimento della diffusione del covid-19.  

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L’Ente Nazionale Circhi, considerata l’emergenza che il nostro amato Paese sta vivendo, ritiene di poter mettere a disposizione, attraverso i propri associati, alcune strutture che in tempi normali ospitano famiglie e bambini gioiosi nell’assistere all’antica arte che va in scena sulla pista di segatura. Attualmente anche i circhi sono inattivi, ma desiderano attivarsi per il bene comune, offrendo ciò di cui dispongono: tendoni e chapiteau, nel caso possano risultare utili ad affrontare le necessità del tempo presente”. Con queste parole il presidente Antonio Buccioni si è rivolto al premier Giuseppe Conte e al Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, raccogliendo la generosità della gente del circo. 

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Subito è scattata anche la "maratona" di speranza del giovane circo italiano, sull'esempio dell'iniziativa promossa dal Mibact: tanti video sono stati pubblicati sul canale YouTube dell'Ente Nazionale Circhi, con le esibizioni "dal vivo" di giocolieri, acrobati e clown pronti a mettersi in gioco e a lanciare il messaggio di responsabilità: #iorestoacasa. 

Nel contempo l'associazione di categoria dei circhi italiani ha costantemente rappresentato al ministro per i Beni e le attività culturali (ma anche a quello dell'Interno) la situazione emergenziale del settore, che richiede risorse economiche ingenti: insieme all'ANESV, l'Ente Circhi ha chiesto a Franceschini uno stanziamento di 10 milioni  di euro a sostegno della categoria,  composta da esercenti del circo e del luna park, circa 5000 imprese complessive, in genere di carattere familiare, messe in ginocchio dalla sospensione dell’attività. «Sono stati soppressi i grandi luna park di Carnevale e della Pasqua e le date delle tournée circensi – raccontano Maurizio Crisanti, segretario nazionale ANESV-AGIS, e Antonio Buccioni, presidente ENC-AGIS – con danni rilevanti per imprese che continuano a sostenere i costi della occupazione di suolo pubblico ed energia elettrica.

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Si tratta di circa 20.000 cittadini privi in questo momento di altre forme di reddito, impossibilitati a svolgere la “funzione sociale” riconosciuta a queste forme di spettacolo popolare dalla legge n. 337/1968. Per sopravvivere a quest’emergenza sono necessari 10 milioni di euro di aiuti a imprese, lavoratori e, soprattutto, famiglie dello spettacolo viaggiante». Al problema del sostegno alle famiglie si aggiunge, per le imprese del circo, la necessità di provvedere in ogni caso al benessere degli animali, con i costi conseguenti all’alimentazione, gestione e cure veterinarie.

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Per affrontare l'emergenza animali, il presidente Antonio Buccioni ha aperto un canale istituzionale con la Protezione civile nazionale, con la Caritas e con la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana. Ciò ha consentito di portare fieno, carne, verdura e mangimi agli animali ed anche cibo alle famiglie e agli artisti itineranti. Commovente è stata la catena di partecipazione di tanti singoli cittadini, di attività commerciali, ma anche di organizzazioni come la Coldiretti, passando per vari sindaci, che si sono attivati con grande generosità a favore dei circensi.

Da ultimo merita di essere segnalato un altro fronte di intervento che è stato necessario attivare: il rientro in Italia di complessi che si trovavano all'estero. Il coordinamento fra i circhi coinvolti, l'associazione di categoria, le ambasciate e i ministeri competenti, ha consentito di riportare a casa due complessi: il Circo Città di Roma, unità Elio Bizzarro, che si trovava in Tunisia e che ha potuto trascorrere la Pasqua a Latina, e il circo Alessandro Zavatta che ha potuto lasciare la Grecia.

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