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CI HA LASCIATO UN AMICO

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La scomparsa di Maurizio Di Mattia


di Patrizia Vallone


Proprio a ridosso del Natale, mentre tutti si preparavano all’allegria delle feste, è mancato improvvisamente e prematuramente il regista Maurizio Di Mattia. Nel 2016 aveva lasciato il Teatro dell’Opera di Roma e aveva più tempo per dedicarsi ad una delle sue passioni, la filatelia, che, diceva, lo rilassavano.

Abruzzese di Teramo, dove era nato nel 1956, dopo gli studi classici, si era laureato in scienze politiche, ma già dai tempi del liceo aveva manifestato un profondo interesse per il teatro. Negli Anni  settanta debutta a Roma come attore e regista in compagnie d’avanguardia e fonda, con alcuni giovani attori, la Nuova Compagnia dell’Arco. Quando nel 1985 entra al Teatro dell’Opera all’ufficio regia, scopre il melodramma. Lavora accanto a registi importanti come Zeffirelli, Bolognini, Ronconi,  Pizzi e cura la produzione di Gioconda, Aida e di altri allestimenti, sia a Roma che in altre sedi in Italia e all’estero.

Aveva lavorato molto in Estremo Oriente, curando la regia di opere del grande repertorio e lavorando con artisti italiani e asiatici. Ha ricevuto premi alla carriera, organizzato festival e tournée e scritto su testate giornalistiche.

Di Maurizio apprezzavamo la conversazione colta, acuta e brillante, la ricerca per l’aneddoto, la discrezione e la signorilità, qualità che al mondo d’oggi sono sempre più rare. 

Gli avevamo promesso un’intervista che, nelle intenzioni, doveva essere più una chiacchierata tra amici davanti a una bevanda fumante. Per i  numerosi impegni reciproci è stata rimandata ed adesso, con rammarico, scriviamo di Maurizio per ricordarlo, ora che non c’è più.

Un abbraccio caloroso va alla famiglia, anche da parte di Sergio Murli e di tutta la redazione di cittamese.it.

Ciao, Maurizio, buon viaggio, come vedi, abbiamo parlato di te. 

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